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ALESSANDRO SCARLATTI

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ALESSANDRO SCARLATTI:

Nasce a Trapani il 2 maggio 1659

Su Scarlatti devo aprire innanzi tutto un'importante digressione. Studi del '900 sembrano sostenere che Scarlatti sia nato a Palermo, anche se non non esistono dati certi. Alcune importanti fonti, come l'archivio dell"'Original Catholic Encyclopedia", o dell'enciclopedia inglese "Probert Encyclopedia", e tantissimi altri archivi e documenti, tutti attendibili, lo riportano invece nato a Trapani.
Su questa disputa non si conosce ancora con esattezza niente di preciso, evidentemente per le difficoltà riscontrate nell' attribuzione delle fonti; pare che il problema sia sorto in relazione al cambio di nome da Scarlata a Scarlatti della famiglia in questione.
Tuttavia, dal libro "Storia di Trapani" di Mario Serraino (1992) sembrano riscontrabili dati più consistenti. Si riportano testuali parole: "Noi opiniamo che Alessandro sia nato a Trapani non per spirito di campanilismo, ma per l'origine della famiglia e le accredite testimonianze raccolte. Pare che il nostro in tutti i suoi spartiti autografi non disdegnò qualificarsi trapanese ed in particolare - nella partitura autografa dell'opera "Pompeo" appose la dizione: «Pompeo del Cav. Alessandro Scarlatti di "Trapani"».
Nato a Trapani nel 1659 operò in diverse città italiane e principalmente a Napoli, dove morì nel 1725. Allievo del famoso maestro romano Giacomo Carissimi, fu compositore per organo, cembalo ed altri strumenti.
Nel corso della sua attività produsse una lunga serie di opere, molte delle quali commissionate dalla chiesa cattolica. La sua prima opera fu "Gli equivoci nel sembiante" (1679), a cui seguirono negli anni a venire, "L'onestà negli amori" (1680), "Pompeo" (1683), "Agar ed Ismaele esiliati" (1684), "Olimpia vendicata" (1686), "La Rosaura" (1690), "Pirro e Demetrio" (1694), "La caduta del Decemviri" (1697), "Teodora" (1697), "Eracles" (1700), "L'amore volubile e tiranno" (1700), "Christmas oratorio" (1705), "Mitridate eupatore" (1707), "8. Filippo Neri" (1714), "Tigrane" (1715), "Telemaco" (1718), "Marco Attilio Regolò" (1719), "Griselda" (1721).
Scrisse inoltre 35 oratori, parecchie messe (come la Messa di S. Cecilia, del 1720) e un centinaio di mottetti, alcuni in stile palestriniano, a cappella, altri in stile moderno, vicino all'estetica della cantata profana, una forma artistica molto apprezzata a quel tempo.
Di cantate ne compose addirittura più di 600, essenzialmente per voce solista, di soprano o contralto, e basso continuo; 20 a due voci, e 70 con strumenti.
Alessandro Scarlatti, per la sua lunghissima ed intensa attività musicale di maestro di cappella, coronata da grandi apprezzamenti e riconoscimenti, è ritenuto uno dei padri fondatori dell'opera napoletana. Scarlatti, a Roma, veniva accolto nel palazzo di regina Cristina di Svezia, durante l'esilio romano reale, come una personalità di spicco, assieme a tanti altri nomi noti della cultura italiana.
Fu anche padre di altri due importanti compositori barocchi, Domenico Scarlatti e Pietro Filippo Scarlatti.
Di recente sono state recuperate e pubblicate alcune sinfonie di Alessandro Scarlatti: "Il giardino di Rose" (Accademia Bizantina, 2004), "Agar et Ismaele esiliati" (Seattle Baroque, 2001), "Concerto Grosso" (I Musici, 1991), ed altre produzioni di musicisti ed interpreti vari.


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Questa scheda è stata tratta dal sito dell'artista su segnalazione di Mario Giacalone webmaster TrapaniMag.it

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