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Libri: RACCONTI TRAPANESI DI IERI E DI UN SECOLO FA di Ignazio Poma

 

Dalla nota di Alberto Barbata sull’autore realizzata per l’inserimento di questo libro e per avermelo prestato per inserirlo nel sito: Certamente ci sono delle figure di uomini di cultura dimenticate nella nostra città. La figura del latinista Ignazio Poma è una di queste. Studiosi la cui storia è stata in parte colmata dal repertorio “Novecento Letterario” di Salvatore Mugno. Quando ero studentello di ginnasio, ebbi la ventura di essere alunno della moglie del preside Poma, la professoressa di francese Maria Vultaggio.
 

Figura indimenticabile che parlava di continuo tre lingue, l’italiano, il francese ed il siciliano. Vestiva di nero e sembrava uscisse da una di quelle fotografie di fine ottocento del cav. Leone o di Oreste Lo Forte. Ignazio Poma, nato nel 1888 e non nel 1898 come scrive Mugno, discendente da una antica famiglia dell’agro ericino, era già un mito per avere vinto il “certamen capitolinum” nel 1954 ed aveva ricevuto in premio la lupa capitolina, ricevendo l’elogio di Rodolico, di Ettore Paratore ed altri studiosi.
Latinista eccelso era l’orgoglio di Trapani e non disdegnava di scrivere di folklore sulla Rivista “Trapani”, diretta dall’indimenticabile Gianni di Stefano. Aveva scritto “Così un secolo fa pregava il popolo trapanese” (1962) e poi “Un interessante “Contrasto d’amore” in dialetto siciliano (1967), ma rimane oltremodo interessante la sua passione per la letteratura popolare ed infatti aveva raccolto i “cuntura” trapanesi, alla maniera del Pentamerone del Basile napoletano. Un patrimonio che si sarebbe disperso e che risiedeva nella mente dei vecchi trapanesi che raccontavano storie lunghissime ai figli e ai nipotini nelle lunghe notti d’inverno.
“Racconti trapanesi di ieri e di un secolo fa” vide la luce nel 1962 con i tipi di Antonio Vento Editore ed ebbe notevole risonanza, per poi scomparire nel nulla, tipico di una città sonnolente come la mediterranea Trapami.
Per inciso nella bibliografia mugniana è assente una lettera in latino, interessante per il periodo storico in cui fu scritta, l’anno 1943, nel periodo critico della storia italiana. Il suo titolo è emblematico e oltremodo significativo : “Liberae Filiis Americae eorumque Principi Franklino Delano Roosevelto Epiniciumn a Pace Bartholomeo in Anglicum sermonem conversum”, stampato dalla Casa Editrice Radio del cav. Gustavo Ricevuto.
L’unico giornale trapanese a riportare un breve elogio funebre ed una fotografia, fu l’attento “Trapani Sera” alla fine di ottobre del 1967. A futura memoria, direbbe Leonardo Sciascia.

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