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Trapani: «Il Crocifisso di Frate Umile torna alla luce» di Lino Figuccio

Grande soddisfazione per la Sezione Storica artistica della Soprintendenza ai BB.CC. di Trapani diretta dall’Arch. Anna Occhipinti. E’ stato completato presso il laboratorio della Soprintendenza per i BB.CC. di Trapani, il primo dei quattro restauri finanziati dall’Assessorato Regionale per i Beni Culturali. Si è trattato di un crocifisso ligneo policromo a grandezza naturale, custodito nella Chiesa di San Liberale, ma originariamente proveniente dall’ex Chiesa di Sant’Anna dei Frati Francescani Osservanti Riformati. L’intervento di restauro, che ha visto la rimozione di diverse ridipinture eseguite in precedenti “interventi di restauro” è stato eseguito dal Dott. Tommaso Guastella, su progetto e Direzione Lavori del Dott. Bartolomeo Figuccio.

L’opera, mortificata per le ridipinture, ritenuta di autore ignoto e datazione incerta, secondo gli addetti ai lavori è stata annoverata tra quelle sicuramente realizzate dalle abili mani di Giovanni Francesco Pintorno, meglio noto come Frate Umile da Petralia.
L’attribuzione è ritenuta certa, poiché il Crocifisso dopo il restauro, mostra palesemente tutte le caratteristiche della produzione pintoriana e pertanto ascrivibile alla fase di piena maturità del petralese, all’incirca tra il 1633 – 1639, anni in cui il Frate, residente a Palermo presso il Convento di Sant’Antonio si recò occasionalemente in altri conventi della Val di Mazara: “Salemi, Trapani, Agrigento, ecc.” dove si vuole abbia scolpito diversi crocifissi.
Giovanni Francesco Pitorno
Nasce a Petralia Soprana, tra il 1600 e il 1601 da Giovanni Tommaso legnaiolo-falegname e Antonella Bongiorno. Il giovane Giovanni Francesco, apprende il mestiere del padre nella bottega di famiglia, dove lavora fino all’età di 11 anni circa, epoca in cui si pensa possa essersi recato in una bottega di scultori a Palermo per perfezionarsi in quall’arte.
La pianificazione di un matrimonio combinato da parte di alcuni parenti, condiziona le sue scelte e trova nella vocazione religiosa la ragione di vita.
Entrò nel 1623 nell’Ordine dei Francescani Riformati prendendo il nome di Umile, iniziando così un’attività religiosa e artistica, che si concluderà 16 anni dopo a Palermo (1639) lasciando all’arte ed al mondo intero un patrimonio di sculture sempre attuali ed inmmortali.
 
Attività Artistica
Oltre alle varie statue di Vergini e Santi, Frate Umile da Petralia fu particolarmente fecondo in Crocifissi, eseguiti quasi tutti a grandezza naturale e con caratteristiche sempre costanti. La tradizione gliene attribuisce trentatrè: il primo lo scolpì a Petralia Soprana nel 1623, anno in cui inizia la sua vita religiosa nell’Ordine Francescano; l’ultimo quello di Palermo (chiesa Sant’Antonio da Padova) lo eseguì nel 1639, anno della sua morte.
I suoi crocifissi si caratterizzano per uno stile personale di grande drammaticità che enfatizzano la sofferenza e il dolore. Il forte espressionismo del volto, l’enfasi dato alle ferite, ai lividi ed al sangue, richiamano i temi iconografoci prediletti dai francescani fin dal Medioevo.
Lino Figuccio

 

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