
… De Vita, a nostro avviso, (ndr. scrive il Mugno alla fine di questo libro) andrebbe invece assunto – in barba ad ogni fatalismo ad emblema di avveduto amministratore e promoter del propriolavoro, tutt’altro che affidato al caso: se si pensa alla determinazione di “guidare” ad una ad una le copie dei suoi libri, fino alla destinazione, si può cominciare ad intuire quanto, talvolta, l’icona del poeta possa assimilarsi a quelle del cerusico, dello speziale.
Ringrazio l’amico Salvatore Mugno per avermi permesso di pubblicare questo libro.
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