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“BRANDELLI DI NEBUSOLA” DI FRANCESCO ODDO di Giuseppe Ingardia

le foto della presentazione

“BRANDELLI DI NEBUSOLA” DI FRANCESCO ODDO:
“FRANZ” POETA ERMETICO-CREPUSCOLARE

articolo di Giuseppe Ingardia

le foto della presentazione

Trapani- Il Salone delle adunanze di Palazzo dei Mutilati e Invalidi di Guerra ha ospitato la presentazione in anteprima – a cura dell’Associazione “Poeti nella Società Drepanum” presieduta da Mattia Badalucco Cavasino – della silloge di poesie in lingua italiana “Brandelli di nebulosa” del poeta trapanese Francesco Oddo (amichevolmente Franz) scomparso a 65 anni nel 2007. La pubblicazione è stata resa possibile grazie alla generosità del Dr. Michele Di Girolamo (primario reparto urologia Ospedale di Bracciano – Roma) carissimo amico e compagno di scuola del nostro autore. Poeti, gente comune, autorità civili, docenti, intellettuali, l’Assessore Vincenza Scalabrino in rappresentanza del Sindaco di Trapani, ed ovviamente familiari ed amici, han voluto rendere omaggio con la loro presenza, ad un trapanese illustre già stimato docente di lettere e storia da Venezia ai Licei di Trapani, costretto negli ultimi 10 soffertissimi anni della sua vita sulla sedia a rotelle. La manifestazione è stata presentata da Leonardo Poma (V.Presidente dell’AMIG).
Il Dr. Michele Di Girolamo ha esposto l’iter con cui è arrivato a questa pubblicazione, finita di stampare lo scorso maggio 2010 dalla Editrice milanese La Caravella ed ha quindi esternato la volontà di destinare gli introiti dalla vendita del libro, alla ricerca sulla terribile malattia che ha colpito Oddo. Quindi la relazione da parte dell’amico fraterno prof. Giuseppe Rosano che – commenta Mattia Badalucco – “ha descritto la valenza poetica captandone la profondità sprirituale e ravvisandone ‘i brandelli di cuore e di pensiero’, oltre alla pregnanza stilistica”. Un libro ed una serata dovuti – chiediamo al Prof. Rosano – per questo grande uomo di cultura così sfortunato? “Indubbiamente. Franz era una persona molto buona, disponibile, molto sensibile ed attento al sociale, che non ostentava la sua cultura”. Oddo scriveva i suoi versi senza punteggiatura. Qualcuno definisce questo stile offensivo per la scrittura.
Sicuramente siamo al cospetto di una poesia pregna di tristezza e dolore: fortissimi richiami, si direbbe, ad Ungaretti caposcuola dell’ermetismo.
le foto della presentazione“Personalmente – continua Rosano- lo ritengo poeta crepuscolare, perché contestava l’eccessivo attaccamento al sociale ed ai fatti quotidiani. Un aspetto esistenziale questo. Amava molto la musica e fu tra i fondatori del Bassgroup di cui non c’è più notizia. Definiva la città di Trapani ‘una balena bianca arenata’, più che la solita appellata falce. Ed era angosciato da un concetto universale: ‘i ritmi del mio cuore non potranno sollevare il mondo’. Oddo e i ‘poeti maledetti’? “Non c’è nessuna dipendenza tematica. La sua è poesia surreale: ama i poeti surrealisti, ma si tratta di un surrealismo legato alla realtà.” Viene istintivo definirlo poeta universale, a tutto mondo, leggendo i suoi versi con dediche datate ed ‘ambientate’ per amici e grandi poeti in assoluto, dopo aver viaggiato e conosciuto il mondo in lungo e in largo.
“Verissimo. Il viaggio per lui non era solo fonte di svago, ma soprattutto occasione per comporre e accendere la sua fantasia.” Ne ‘I bambini di Shangai’ una Trapani…secondo Francesco: …la mia città è una puttana infaticabile…piena di rachitica balbuzie con quel sole isterico dietro la barca lontana… E’ vero, si tratta di una Trapani immobile.
Ma il suo non è odio-amore, bensì dolore per questa terribile immobilità.” In cosa consiste l’originalità di Oddo-poeta? “Nel fatto che, mentre per un crepuscolare sarebbe la malattia il tema della poesia, Oddo mette in primo piano la vita”. Nell’emblematico verso “io pallido parassita votato alla morte”, il suo dramma esistenziale. Ma qual’era il più grande cruccio di Franz? “In lui un ‘io’ reale e un ‘io’ sociale. Soffriva tremendamente l’impossibilità da intellettuale, a modificare la realtà.
Quel che si finge di essere ma non si è: una epigrafe che ci ricorda noi stessi”. Si chiude qui con Franz poeta o dobbiamo attenderci dell’altro? “Credo meriti almeno degli approfondimenti, grazie alla sua cultura globale ed al suo amore per la musica.”

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