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SAN VITO LO CAPO: IL ZICHICHI-DAY di Giuseppe Ingardia

S. Vito Lo Capo – Evento degli eventi la serata speciale dedicata allo scienziato di casa nostra Antonino Zichichi che, nel corso di una serata ‘elettrizzante quanto avvincente’, ha visto l’insigne scienziato cavalcare alla grande un autentico ‘bombardamento’ di quesiti sulle grandi tematiche esistenziali che concernono quella serie di “trottoline indistruttibili” che è l”uomo, rivoltigli da Giacomo Pilati (conduttore e ideatore della Rassegna “Libri, autori e buganvillee” giunta alla 12^ edizione) e da un pubblico di almeno 500 persone che hanno assiepato il cortile di Via Venza.


E sono state tre ore intense -lo stop è stato decretato da una pioggerella notturna- che hanno mostrato il “grande saggio anziano” Zichichi in forma smagliante con le sue 82 primavere, instancabile dalla carica esplosiva di un ventenne che ha coinvolto a 360° con la sua dialettica semplice e di eccellente comunicatività. Intenso il programma che -oltre al fuoco di fila delle domande- ha visto in apertura il Sindaco Matteo Rizzo spendersi in aggettivi superlativi e consegnare a Zichichi una targa per la concessione della “cittadinanza onoraria” decretata dal Consiglio Comunale il 20 Luglio 2011. “Zichichi-San Vito Lo Capo -ha sottolineato il Sindaco Rizzo- è un binomio inscindibile da una vita e siamo orgogliosi di avere il Prof. Zichichi tra i nostri concittadini più illustri. Peccato che al nostro couscous preferisca quello di Erice (ndr: forse perché è misto a tanta scienza che circola in vetta?).” Per l’occasione Zichichi ha presentato il suo ultimo libro “Giovanni Paolo II: il Papa amico della scienza”. “Il messaggio più forte di Giovanni Paolo II -ha risposto Zichichi- stà tutto in quella frase ‘non abbiate paura!’. E’ da allora che la cultura cristiana ferma da tempo, si è rimessa in moto rispetto alla cultura atea dominante. E poi la sua scesa in campo: senza armi nè carrarmati, come diceva Stalin, ha svolto un ruolo determinante per porre fine alla ‘guerra fredda’ e alla caduta del muro di Berlino. Monsignor Dsiwisz ricorda l’8 maggio 1993 quando ad Erice il Santo Padre sentì ancor più vivo l’affetto degli scienziati venuti da tutto il continente, per esprimere gratitudine e impegno al fine di costruire una Cultura in cui la Scienza e la Fede potessero essere in comunione, non in antitesi.
“Di questa comunione è testimonianza -sostiene Dsiwisz- ciò che ha voluto ricordare nel suo libro ‘Fede e Scienza’ il Prof. Zichichi che il Santo Padre ha sentito a lui molto vicino e al quale lo hanno legato sentimenti di affetto per essere riuscito a portare contributi notevoli a ciò che Giovanni Paolo II considerava di grande importanza per il futuro dell’umanità: la Grande Alleanza tra Fede e Scienza.” Una Scienza in perfetta sintonia con i valori di amore, carità e perdono. Ma torniamo a San Vito: “Dormivamo su un letto con migliaia di chili di tritolo sotto – continua Zichichi- allora, senza capirlo. Se oggi siamo ancora vivi lo dobbiamo al mare di San Vito che merita davvero un monumento, perché fu qui che decidemmo di convincere i governi del mondo a smetterla con bomba H e guerra fredda.” Racconta quindi come ad Erice aveva portato i migliori cervelli del mondo ed i consiglieri di Reagan e Gorbaciov. Per evitare di essere spiati, Zichichi propose di andare tutti al mare a San Vito dove, in acqua e in costume, sicuramente non potevano essere spiati sulle decisioni da prendere. Se Reagan e Gorbaciov fossero stati dei pazzi, il mondo sarebbe saltato. Tra i grandi riuniti ad Erice c’erano i componenti del progetto Manhattan che in 4 anni avrebbe trasformato la ‘fissione nucleare’ in tecnologia mai vista prima nel 1940. Cos’è il Sole, una grande candela? “Se così fosse non esisterebbero i telefonini. Il Sole è una candela che brucia di un fuoco mai immaginato fino al 1942, quando Enrico Fermi accese un fiammifero innescando il fenomeno che trasforma la massa fiammifero in energia.” Lo scienziato parla anche di Ettore Maiorana (concordando anche con i familiari che non è stato ucciso, ma si è invece ritirato in convento) e della sua incommensurabile grandezza ammessa da tutti gli scienziati e quindi di Galileo Galilei. “A condannare Galilei -scrive Zichichi- non fu la Chiesa ma la Cultura Aristotelica dominante di quei tempi. Papa Barberini e i Cardinali Gasparo Borgia, Laudivio Zacchia e Francesco Barberini nipote del Papa, si sono rifiutati di firmare la condanna.” Lungo escursus sul nucleare. “Un nostro antenato ebbe l’idea geniale di ‘conservare’ il fuoco per disporne alla bisogna: da qui nacque la civiltà che è l’istante esatto in cui l’uomo lascia tracce tramite la scrittura cuneiforme. L’energia nucleare non è pericolosa. E’ un errore rinunciare ad essa se a decidere però, non è la potenza politica ed economica. In Italia di questi tempi sarebbe così: i progetti devono essere in mano alla grande scienza, non a pappagalli e raccomandati politici. Se non ci liberiamo degli imbrogli politici (come avvenne a Cernobil) o economici (come a Fukoscima) meglio non fare il nucleare.” Come la mettiamo con le scorie radioattive? “E’ un problema economico. Costa molto meno mettere le scorie in posti sicuri, piuttosto che distruggerle costando una ..barca di soldi. Noi scienziati sappiamo come trasformare le scorie in altri prodotti non nocivi. Bisogna inoltre capire bene cos’è sicurezza e cos’è la tecnologia nucleare.” Nel ’38 a Berlino veniva scoperta la ‘fissione nucleare’. Saputa la notizia Fermi dopo 3 giorni ripetè l’esperimento aprendo così la nuova era. Ma ad oggi non è compiuta pienamente. Cosa dire su energia alternativa e rinnovabile? “Occorre fare i conti -chiarisce Zichichi- con la realtà. Sulla terra siamo in 7 miliardi. Noi del G8 siamo 1 miliardo . La qualità della vita dipende dal parametro energia pro-capite.
Noi di un miliardo viviamo disponendo della stessa energia dei nostri antenati dell’età della pietra e siamo i privilegiati. Altri 6 miliardi vorrebbero vivere come noi e magari in zone G8. Dove c’è energia e democrazia c’è benessere . Noi siamo al livello giusto.” Per produrre energia mancano energie rinnovabili. Occorre vincere la lotta contro la fame di energia. I nostri ‘nipoti’ del futuro tra 3000 anni faranno i conti con la fine di carbone, petrolio, gas tornando all’età della pietra. E poiché tutte le fonti di energia ormai sono state scoperte, la soluzione del problema stà tutta nell’energia nucleare. Zichichi è impegnatissimo nel Laboratorio sotterraneo del Gran Sasso (il più grande al mondo) ed a Ginevra dove vede arrivare sul suo tavolo i problemi che nessuno riesce a risolvere. Lui ci prova con grande onestà e soltanto se verificate in modo assoluto, eventuali nuove scoperte (pare che qualcuna sia in arrivo da un momento all’altro) vengono rese di pubblico dominio. Spiega ancora lo scienziato ericino, perché l’uomo riesce a stare in piedi:”Semplicemente perché mangiando l’uomo trasforma il cibo in energia: un processo di trasformazione dunque che ci fa vivere, in ossequio alla inoppugnabile equazione E= MC quadro, dove M stà per massa e non per materia.” Ma in futuro potremo viaggiare nel tempo? “Assolutamente no! Anche se spazio e tempo sono inscindibili, nello spazio si può andare avanti e indietro, mentre nel tempo andiamo sempre verso il futuro: non si può tornare indietro!” Quale messaggio dallo scienziato ai giovani di oggi? “Bisogna credere fermamente in ciò che si vuole fare, senza mai arrendersi!” Parola di uno scienziato che tutti ci invidiano e che pare che a 20 anni addirittura, distribuisse volantini per il partito comunista. Quanta strada da allora e quale luminoso e diverso percorso!

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