Trapani Nostra

L'archivio della memoria di Trapani e provincia

Mese: Aprile 2015

  • Giornale di Sicilia – articoli del 21 Aprile 2015

    Articoli del Giornale di Sicilia  
    2015-04-21 GDS – All’interno del PDF gli articoli estrapolati.

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  • Venerdì Santo, Chiesa Santa Maria di Gesù, celebrazione dell’adorazione della Croce 2015

    Santa Maria di Gesù - Discesa dalla Croce


     

    Dal libro “I MISTERI nella sacra rappresentazione del Venerdì Santo a Trapani” – di Giovanni Cammareri. E’ finalmente Venerdì Santo, in questo giorno dedicato dalla liturgia alla commemorazione della morte di Gesù, non c’è posto a Trapani che per i “Misteri”.

    Tuttavia nel primo pomeriggio, … si può ancora assistere alla toccante cerimonia della “Discesa dalla Croce”, a scinnuta’cruci di Santamaragesu, come popolarmente veniva menzionata. Il suo momento culminante consiste, appunto, nella deposizione di un Cristo la cui statua è dotata di un meccanismo atto a farli chinare la testa, nonché di braccia snodabili all’altezza delle spalle. Detta cerimonia non va citata solo per la sua suggestività, bensì per lo stretto legame con la processione dei “Misteri”. La tradizione ne imponeva l’inizio solo a “discesa” conclusa. Ciò fino alla metà degli anni ’60.
    Successivamente, la contemporaneità dei due rituali, dovuta al continuo anticipo sull’orario di uscita dei “gruppi sacri”, ha finito per occultare non poco una funzione riservata ormai a pochi fedeli.
    – Quest’anno 2015 l’antico rito perduto è stato ripristinato, appena finita la “discesa” un corteo con autorità ecclesiali e del governo si sono mossi per andare dinanzi la chiesa del Purgatorio e alle 14 in punto il comandante dei carabinieri ha bussato 3 volte sul portone per dare inizio alla processione dei Misteri.
    Le foto sono di Clara Daidone e Lorenzo Gigante.

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  • Edicola: BANCA DON RIZZO 2015 Anno 5 n. 01


    BANCA DON RIZZO
    periodico quadrimestrale gratuito di informazione
    Direttore Responsabile Benedetto Barranca
    Grafica ed impaginazione ADA Comunicazione
    (clicca sul logo per visualizzarlo e leggerlo)

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  • Edicola: TRAPANI NUOVA 1984 Anno 24° nr. 24


    Un nuovo numero quindi del giornale “TRAPANI NUOVA”, fondato nel 1959 da Nino Montanti. Ha sospeso le pubblicazioni agli inizi degli anni ’80 per riprenderle agli inizi degli anni ’90 su iniziativa della cooperativa “Trapani Nuova” sotto la direzione di Giacomo Di Girolamo. Ringrazio Giovanni e Laura Montanti che mi hanno fornito questa annata del periodico.

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  • Oggi 01/5/2015 CALENDARIO ECUMENICO e L’AGENDA ANTIMAFIA

    Salvatore Corso

     

    CALENDARIO ECUMENICO di TERRA SANTA e L’AGENDA DELL’ANTIMAFIA 2014
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  • Giornale di Sicilia – articoli del 20 Aprile 2015

    Articoli del Giornale di Sicilia  
    2015-04-20 GDS – All’interno del PDF gli articoli estrapolati.

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  • Libri: MITI E RITI DEL LOTUHO DEL SUDAN MERIDIONALE di Antonino Serina

    La copertina del libro

     

    Al Libro «MITI E RITI DEL LOTUHO DEL SUDAN MERIDIONALE» aggiunto il capitolo «Capitolo Quinto: Istituzione del matrimonio»

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  • PINO D’ANGELO – dal CD «Ti scrivo come posso» 2015 13° brano

    Un nuovo CD realizzato “a casa” da PINO D’ANGELO, autore trapanese, musicista, cantautore, con la collaborazione di diversi suoi amici. Titolato «TI SCRIVO COME POSSO». Il CD Contiene 13 brani i primi 6, THANATOS: La vita aggrappata ai riflessi, e 7 dedicati all’AMORE: L’amore inesauribile raggio. Oggi inseriamo all’interno del sito il brano dal titolo «ASCOLTA IL MIO CUORE»

    La nota dell’autore
    Anche questo mio secondo disco è, come il primo, un “demo” autoprodotto. Sulle ali dell’entusiasmo per la musica, per la poesia e per l’urgenza comunicativa che me ne fa usare i linguaggi, ci ho provato di nuovo con la complicità di amici correi che mi hanno istigato al misfatto della recidività senza un pizzico di rimorso. A loro va comunque il mio vendicativo “grazie”, per avermi consentito la realizzazione onesta e sincera del presente album attraverso il quale è ancora una volta mio intendimento stabilire un contatto di sensibilità tra me e l’ascoltatore al fine di comunicare delle emozioni, nella speranza che questa mia ultima fatica possa incontrare, come la precedente, l’apprezzamento e il consenso di quanti prediligono la canzone d’autore. 13 – La ruota ingabbiata
     
    Epilogo.
    In uno scenario immaginifico la gigantesca Palermo vista dagli occhi di due giovani in amore che si rincorrono nella spiaggia di Mondello in un’esplosione di felicità, esala nei suoi fumi cittadini, mentre un pescatore, che osserva dalla sua barca, avverte, come per un sortilegio, l’incessante incalzare pauroso e unidirezionale della ruota del tempo che non consente ritorni.
    È il racconto dell’impossibile “nostos”, nel sublimarsi di un atto d’amore infinito perché col suo ripetersi di sempre coinvolge la vita, i suoi giorni, le generazioni, la memoria del passato e le aspettative di quel che verrà, nel riproporsi continuo e inafferrabile di proiezioni precognitive indirizzate verso un interminabile futuro, apparentemente distante, ma così vicino da intuirsi già presente.
    Tra le “righe” del brano, nella sua melodia, si ravvisano note sullo stile dei canti tradizionali tipici degli imbonitori ambulanti di un tempo.

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    TI SCRIVO COME POSSO Presentazione:
     
    Se qualcuno mi chiedesse perché scrivo, perché ho trascorso almeno la metà del mio tempo a comporre brani musicali comprensivi di testi, frutto della mia solitaria e personale ricerca, gli risponderei che non lo so. Fin da bambino ho avvertito in modo inarginabile, inequivocabile, estremo, l’attrazione e la seduzione che la musica e la poesia esercitavano in me, rimanendo disarmato di fronte al brulicare di emozioni che ne seguiva. Cosi, quasi in modo inconsapevole, ho dedicato e indirizzato la mia attenzione, in forma personalizzata, alla ricerca comunicativa di quelle forme espressive che mi hanno catapultato sempre più in profondità nei meandri dellvio-parola”, per non sprecare i silenzi di cui mi ero circondato. e nelle pieghe misteriose di un “dio-musica” dal quale ho avuto la sensazione-emozione di sentirmi invaso.
    “Ti scrivo come posso” è il mio secondo album musicale che, come il primo (Nuovo giorno), si avvale degli efficacissimi arrangiamenti di Diego Monticciolo, delle preziosissime collaborazioni di artisti quali Salvo Agosta e Vito Morello che con fisarmonica e chitarre hanno ricamato sapientemente nell’intimo dei brani, oltre che dei sensibilissimi interventi vocali di Enza Barbara, Rosanna Errante, Maria Diletta Cultrera, Giacomo D’Angelo e dello stesso Vito Morello. Gaspare De Stefano è l’autore delle foto, tranne l’ultima, esterna di copertina, il cui scatto è di Antonella Ruggirello. Antonello Incagnone, insieme a Gaspare De Stefano, sono i due magnifici, pazienti ideatori, veri strateghi della veste grafica e delle elaborazioni fotografiche. Con il loro raffmato gusto estetico ed il loro certo sino lavoro di intraprendente fantasia creativa, hanno saputo conferire all’album un’immagine di visionaria coerenza in tema con gli argomenti dei brani. Ho suddiviso il lavoro in due parti antagoniste e sinergicamente interattive: Thanatos e Amore. Nella prima sezione dedicata a Thanatos (la morte), intendo porre l’accento sulla morte ingiusta, talvolta addirittura ; istituzionalizzata e praticata da Stati e da associazioni criminali che la utilizzano legalmente e/o moralisticamente come “pena capitale”. Morte come apogeo di barbarie talvolta inconcepibilmente richiesta e osannata dalle folle esagitate, la cui crudeltà è pari al vuoto mentale e al fanatismo deviante che ne conclama i comportamenti assassini La morte come atto di imposizione criminale destrutturata dalla morale e da ogni senso di comprensione e di solidarietà, e pertanto voluta e vissuta come spettacolo, nonché come esempio e come minaccia verso tutte quelle “schegge” non omologate, non ben identificate e mai accettate dalla mediocrità comune che ancor oggi concepisce la diversità l’originalità e la dissidenza con lo stesso pregiudizio e la medesima ferocia con cui i popolani asserviti al potere dell’antica Roma trattavano i gladiatori o i cristiani nelle arene. L’omicidio di Stato è l’atto che più si discosta dall’elevazione morale dei singoli e dei popoli, è il gesto di arroganza incontrastabile con cui il potere si assume il diritto di arrestare e di rigettare il percorso della storia umana. Un’eiaculazione del “male” inteso come paura d’esistere e di morire che trova l’humus più fertile nella natura razionalistica dell’essere umano e quindi nella teorizzazione legalistica, dunque politica di quelle false ideologie volutamente complicate che danno adito all’invenzione delle religioni quali forme rudimentali di esorcizzazione dalla paura della morte. Ma l’Amore, argomento centrale della seconda parte del disco, è certamente l’elemento di più efficace contrasto al dilagare di tanto fanatismo ricorrente e di tanta storica imbecillità. L’Amore per i propri genitori o quello a caratteri cubitali per la propria donna o quello solidale per gli amici veri che non si ferma neanche dopo la vita o, ancora, quello che non muore, riversato con l’intensità e la gioia di un affetto paterno. L’Amore in tutte le sue sfaccettature, insomma; è lui l’inesauribile raggio che “brucia la vita e fa volare il tempo” ed è attraverso l’Amore che la vita non si aggrappa più ai riflessi per alimentarsi, ma riluce di energia autoprodotta, assurgendo a nuovi, autentici splendori, solo grazie ai quali è bello continuare.
    Pubblico questo mio secondo album per dare significato ad anni di lavoro rimasto quasi sempre nell’ombra, per comunicare una parte autentica di me a quanti spesso mi hanno affettuosamente sollecitato a proponni e a coloro che traggono emozioni o interesse nell’ascoltanni. Le aspettative non sono molte, ma la certezza d’aver tirato fuori un prodotto onesto e sincero è senza dubbio un fattore preponderante per la messa in diffusione del disco. Vorrei poter credere veramente che la terra giri al contrario, in modo tale da giustificare i pregiudizi e i pregiudicati, i moralismi e i moralisti, i falsi giudici, i falsi intellettuali, i falsi profeti, i falsi governanti, preti e sciamani e tutti i detentori di verità assiomatiche che con la scusa dell’ideologia non esitano a condannare.

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  • ERICE: Pizzolungo-Piana di Anchise articolo di Salvatore Agueci

    Pizzolungo-Piana di Anchise è la nuova denominazione della frazione di Erice – Il Consiglio Comunale ha deliberato – È ufficiale: da oggi in poi alla frazione di Erice, denominata Pizzolungo, si affiancherà anche il nome di Piana d’Anchise. Lo ha deliberato all’unanimità il Consiglio Comunale di Erice che nel pomeriggio di venerdì 24 c.m. si è tenuto all’hotel Tirreno. Erano presenti, oltre al Sindaco Giacomo Tranchida al quale era stata consegnata una lista di 127 residenti che chiedevano il cambio di denominazione, anche i soci del Comitato di quartiere, dell’Associazione Pizzolungo arte & eventi e alcuni cittadini residenti e non. …
     

     

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  • Edicola: TRAPANI NUOVA 1984 Anno 24° nr. 23


    Un nuovo numero quindi del giornale “TRAPANI NUOVA”, fondato nel 1959 da Nino Montanti. Ha sospeso le pubblicazioni agli inizi degli anni ’80 per riprenderle agli inizi degli anni ’90 su iniziativa della cooperativa “Trapani Nuova” sotto la direzione di Giacomo Di Girolamo. Ringrazio Giovanni e Laura Montanti che mi hanno fornito questa annata del periodico.

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  • Oggi 30/4/2015 CALENDARIO ECUMENICO e L’AGENDA ANTIMAFIA

    Salvatore Corso

     

    CALENDARIO ECUMENICO di TERRA SANTA e L’AGENDA DELL’ANTIMAFIA 2014
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