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Edicola: LUMIE DI SICILIA – Nr. 150 – Maggio 2021

 


Da questo articolo i precedenti numeri di:
LUMIE DI SICILIA
Periodico dell’A.Cu.Si.F.
Associazione Culturale Sicilia Firenze
Ringrazio Mario Gallo per questa opportunità
(clicca sul logo per visualizzarlo e leggerlo)
Cerca all’interno dell’EDICOLA


La primavera può anche permettersi di ‘nfastichiari (tergiversare), Lumie di Sicilia è invece puntuale al suo appuntamento mensile col numero 150 (e il gallo… canta!).
La copertina ed il sommario sono dedicati al 1° Maggio 1947 che, su mandato del potere mafioso, vide scorrere sangue innocente a Portella della Ginestra, il passo della Sicilia settentrionale situato tra Piana degli Albanesi e la valle del fiume Iato.
Maggio in Sicilia richiama anche l’epopea garibaldina del 1860 iniziata a Marsala, preceduta il 7 Aprile da un’insurrezione popolare. L’amico prof. Elio Piazza, esponente del Centro Internazionale Studi Risorgimentali Garibaldini, ci offre (pagg. 2/3) alcuni brani tratti dalla cronaca celebrativa del centenario, che sottolineano il carattere schiettamente popolare della rivolta contro i Borboni (per inciso, oggetto in questi ultimi anni di un maldestro quanto improbabile tentativo di…riabiltazione!).
L’archeologa Rosamaria Rita Lombardo (pagg. 4/5) ripropone la sua suggestiva ipotesi sul Monte Guastanella, quale sito della città di Camico e della tomba-tempio del re cretese Minosse.
Piero Carbone (p. 6/7) dall’evoluzione prodotta dal radicale sconvolgimento della pandemia trae pensieri sparsi nell’intiero mondo.
Da Sambuca di Sicilia (Di giorno, sembra un canestro di confetti adagiato dolcemente da una mano ciclopica sulle pieghe della montagna; di notte, ha l’aspetto di un braciere…), Licia Cardillo Di Prima (pagg. 8/12), docente, giornalista, scrittrice e poetessa ci offre intense pagine narrative con L’estasi della Sibilla, avvincente metafora d’un sogno e Sciascia, scrittore profetico e scomodo, del quale sottolinea l’impegno di tutta una vita alla ricerca della verità.
Siriana Giannone (pagg. 13/14) mantiene fede al suo “voto” di ricerca di testimonianze riguardanti persone comuni la cui vita è stata condizionata da eventi bellici, rivivendo per noi l’incredibile odissea vissuta da Giovanni Di Gabriele, un soldato siciliano qualsiasi, trascinato come tanti altri nella folle tragica avventura della guerra fascista, finito in un campo di concentramento nazista e miracolosamente rientrato in Sicilia.
Marco Scalabrino è presente (pagg. 15/17) con la prima parte di una recensione dedicata a Giuliana Orlando: Un inconfessabile segreto, una ministoria che svela i retroscena della speculazione edilizia che ha sventrato il centro storico di Catania in nome dii una millantata riqualificazione dell’antico quartiere di San Berillo. Per Scalabrino è spunto per una coinvolgente analisi linguistica del dialetto, specialità che in Sicilia lo vede assoluto protagonista.
A pagina 18 i vespi siciliani riportano i link per il collegamento a due interessanti documentari sulla Sicilia condotti da Federico Quaranta per la RAI e un elaborato in dialetto di Ina Barbata dedicato all’addauru ru Munti (l’alloro del Monte = Erice).
Lorenzo Spurio (pagg. 19/20) presenta un’interessante pubblicazione del poeta messinese José Russotti: L’opera antologica dei poeti siciliani “Vent’anni dopo il Duemila”
Concludono, come al solito:
Adolfo Valguarnera col suo Amarcord, vivace rubrica di ricordi e riflessioni (pagg. 21/23);
Antony Di Pietro il quale, dalla lontana America, ricorre alla sua particolare parlata quasi per dare autenticità alle costumanze della sua terra d’origine (pagg. 24/26);
Santo Forlì (27), infine, ci conduce in una delle sue escursioni domenicali nel Messinese.

Non mi resta che, con i saluti, augurare buona lettura a lettrici e lettori di Lumie di Sicilia
Mario Gallo

 

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