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Edicola: LUMIE DI SICILIA – Nr. 159 – Febbraio 2022

 


Da questo articolo i precedenti numeri di:
LUMIE DI SICILIA
Periodico dell’A.Cu.Si.F.
Associazione Culturale Sicilia Firenze
Ringrazio Mario Gallo per questa opportunità
(clicca sul logo per visualizzarlo e leggerlo)
Cerca all’interno dell’EDICOLA

PRESENTAZIONE
Eccoci all’appuntamento mensile col numero 159 di Lumie di Sicilia.
Si comincia con un omaggio a Sergio Mattarella al suo secondo mandato di Presidente della Repubblica (copertina e pag. 1).
Da 2 a 4 Maria Nivea Zagarella, con la sua sperimentata capacità di collocare il tutto in poco, ci fa rivivere (è quasi come un tornare alle botteghe dei pupari dei nostri anni verdi!) la coinvolgente rappresentazione della tragica fine della “Barunissa di Carini”.
Giovanni Cammareri, cultore della materia, lamenta il progressivo sbiadirsi dell’impronta popolare che animava le tradizionali feste siciliane (5/6).
A pag. 7 Laura Montanti richiama una strage di pacifici cittadini commessa in Sicilia dalle forze dell’ordine nel corso della seconda guerra mondiale.
Gaspare Agnello ci introduce nel mondo di Casimiro Piccolo ripreso da Alberto Samonà nel suo “Bonjour Casimiro – Il barone e la villa fatata” (8/9).
Santo Forlì s’incarica di illustrare i benefici dell’escursionismo di cui è appassionato cultore (10).
A pagina 11 i Vespi siciliani seguiti da una poesia di Antonella Barina illustrata da Eugenio Giannone.
Marco Scalabrino ci intrattiene (12/14) sulla “poesia sculturata” di Giovanna Fileccia presentandone il testo poetico Marhanima, “la poesia che esprime l’anima del mare”.
Siriana Giannone aggiunge ai precedenti racconti l’accorata ricostruzione di un episodio fra i tanti che videro militari italiani posti davanti alla drammatica scelta tra la conservazione della loro dignità di uomini o adesione alla repubblica fascista di Salò: Pietro scelse la dignità, pagandone il pesante prezzo (15/16).
Piero Carbone è presente con “Deci, ciento citaleni”, canto degli zolfatari (16).
La traccia di un noto poeta siciliano, Vann’Antò, è attentamente ripercorsa e… tracciata (17/19) da Lavinio Ricciardi.
Ina Barbata aggiunge (20/21) il suo lucido autentico amarcord di quand’era bambina: suggestivo!
Eugenio Giannone rievoca la sciagura mineraria consumata nel 1916 nella zolfara Cozzo Disi-Serralonga in Sicilia e l’esito processuale (22).
Dulcis in fundo l’Amarcord di Adolfo Valguarnera (23/24) e i particolari racconti di Anthony Di Pietro (25/27).

Buona lettura e un cordiale saluto,
Mario Gallo

P.S. Mentre scrivo questa nota mi giunge la notizia della morte di uno dei più cari amici degli anni verdi, NICOLA LA COMMARE.
A lui, pur se sconosciuto a gran parte dei lettori, mi sia consentito dedicare questo numero di Lumie di Sicilia.

Per consultare un qualunque numero di Lumie di Sicilia si può copiare il seguente indirizzo sul browser internet

http://www.lumiedisicilia.eu/numeri/lumiedisiciliaQQQ.pdf

e sostituire a QQQ un numero tra 1 e 150. Per esempio
http://www.lumiedisicilia.eu/numeri/lumiedisicilia59.pdf per il numero 59.

SU:
la raccolta di lumie di sicilia con 148 numeri e 14 supplementi + i vespi siciliani (I e II parte)
Per aprire: nello spazio “Inserisci la tua ricerca” scrivere la parola lumie + Invia Modulo

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Lumie di Sicilia
Via Cernaia 3
Firenze, FI 50129
Italy

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