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Video: «SALEMI: La Festa di San Giuseppe – preparazione» di Nino Barone

La copertina del Video
nella foto Nino Barone

SALEMI 2026 – Dal Post di Nino Barone su FB.
Domenica scorsa (ndr 15-03-2026) a Salemi ho vissuto una giornata intensa, fatta di presenza, osservazione e partecipazione. La Festa di San Giuseppe non è solo un evento, ma un sistema di gesti condivisi che coinvolge l’intero paese. Il borgo, già di per sé straordinario, assume un ritmo diverso: le strade si riempiono, le case si aprono, i cortili diventano luoghi di incontro. Le Cene di San Giuseppe sono il centro di tutto. Installazioni curate nei dettagli, costruite attorno ai pani lavorati a mano. Ogni elemento ha un significato preciso: il cavallo rappresenta l’intelligenza, il cane la fedeltà, il gallo il tradimento. Non si tratta solo di forme decorative, ma di simboli che raccontano una cultura antica e ancora viva. Entrare in questi spazi significa avvicinarsi a una tradizione concreta. Si osservano mani che lavorano, persone che spiegano, bambini che partecipano. La sensazione è quella di un passaggio diretto tra passato e presente, senza filtri. Salemi è considerata la capitale di questa tradizione e lo si percepisce chiaramente. Tutto è organizzato, ma nulla è freddo o distante. C’è coinvolgimento reale. I cittadini si muovono come parte di un unico contesto, ognuno con un ruolo preciso. Ho scoperto anche un elemento legato alla struttura del paese: la pietra “Campanedda”. Una pietra con una forte componente ferrosa che, se colpita con scalpello, produce un suono simile a una campana. È uno dei materiali con cui è stato costruito il borgo e aggiunge un ulteriore livello di identità al luogo. La festa conserva anche pratiche del passato, come quella dei burgisi. Una maschera utilizzata dai giovani per comunicare con la persona amata attraverso piccoli gesti e messaggi affidati a una scaletta. Oggi questa usanza è cambiata e si traduce nella distribuzione di caramelle, ma resta il segno di una tradizione che si adatta nel tempo. Le Cene dei Santi rappresentano uno dei momenti più significativi. I protagonisti sono bambini che interpretano la Sacra Famiglia. Attorno a loro vengono preparate 101 pietanze. Un numero che richiama l’idea di abbondanza, legata al lavoro nei campi e al rapporto con la terra. Quello che resta è la sensazione di aver preso parte a qualcosa di autentico. Non uno spettacolo, ma una realtà vissuta da chi la custodisce ogni anno con attenzione e responsabilità. Un ringraziamento sincero a Rosanna Sanfilippo, presenza attenta e guida preziosa durante tutta la mattinata.

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