SCIAROTTA L’ondalunga del mago. L’ultimo libro di Giuseppe Ingardia 300 pagine per raccontare di uno stadio, di tanti personaggi, di un modo di vivere attraverso storie, ricordi e tantissime foto di vecchie glorie di un passato oramai lontano ma vivo nei ricordi di tanti. Apri la pagina per le foto dell’evento e alcuni video degli interventi.
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Presentato da una presentatrice d’eccezione, Ninni Cannizzo, una serata dedicata alla poesia ed alle poesie di Vito Ruggirello, noto poeta di Custonaci che è rimasto nei cuori di coloro che lo hanno conosciuto. Organizzato dall’Associazione MATER … TERRAE con l’ausilio di Antonio Ruggirello e Giuseppe Ingardia, 10 poeti hanno declamato una poesia propria ed una del Maestro Vito. La danza del gruppo FIGLI DEL SOLE (di Francesca Alabrese) ha spezzato le declamazioni.
Comunicato Stampa tratto da: www.lagazzettatrapanese.it
Un appuntamento dedicato alla poesia, alla musica e alla danza in onore della Madonna e per celebrare la bellezza della Natura. Si intitolava Mater…Terrae la manifestazione ideata ed organizzata dalla cooperativa Terrae in collaborazione con i poeti del Memorial Vito Ruggirello ed il supporto dell’Associazione Maria SS. Di Custonaci e di alcune imprese del territorio svoltasi sabato sera sul sagrato della Chiesa Madre di Custonaci. Inserita nel cartellone delle manifestazioni dell’estate custonacese 2013, l’iniziativa ha aperto la prima giornata di festeggiamenti in onore della Madonna di Custonaci, che avranno il loro culmine l’ultimo lunedì di agosto con lo sbarco e la processione del mercoledì. I 10 poeti del Memorial Vito Ruggirello hanno recitato due poesie ciascuno, una propria e l’altra di Vito Ruggirello, uomo di cultura custonacese che ha dedicato tutta la sua vita all’arte dipingendo, scrivendo poesie e testi con l’intento di celebrare ed esaltare la bellezza della natura, genitrice di vita, e la Madonna di Custonaci, il cui culto è fortemente radicato nell’agro-ericino, ed in generale, in tutta la Sicilia Occidentale. Nell’ordine, si sono esibiti: Liliana Patti (“Nel silenzio” e “Ricchezza della vita”), Gino Adamo (“ L’Amore” e “ Dal litorale al colle”), Vincenzo Adamo (“Maceri” e “Avi Maria”) , Franco Agate (“Commiato”e “Madonna Mia!”), Antonella Barone ( “Come il Sole” e “Panoramiche Bellezze”), Antonino Barone (“Pirchì nun parli notti…” e “ Vui chi muristivu pi mia!), Adele Catalano ( “Sono” e “La cannila e lu pappagghiuni”) Antonello Frattagli ( “E’ sera” e “Paese Natio”), Sebastiano Vassallo (“Il sole della speranza” e “Fuoco ribelle”), Giuseppe Vultaggio (“T’aspettu ‘n paradisu” e “Custonaci”) La serata è stata allietata dall’energia vitale del gruppo “Le figlie del Sole” coordinato da Francesca Alabrese. Una serie di danze popolari che simboleggiano l’unione tra l’uomo e la natura. Molto apprezzato l’intervento del dottor Fabrizio Fonte sulla devozione in onore di Maria Santissima di Custonaci e sulla storia del Santuario intitolato alla Madonna. Soddisfatti gli organizzatori per la riuscita dell’evento che ha trasportato il pubblico in un viaggio emozionale tra storia, cultura, fede e tradizione promuovendo il territorio e creando un forte momento di aggregazione sociale. Hanno preso parte all’appuntamento, tra gli altri, il vice sindaco di Custonaci, Girolamo Incandela, il presidente della cooperativa Terrae Valentina Parrino, Antonio Ruggirello, promotore del Memorial Vito Ruggirello, e Nino Grimaldi del Comitato organizzatore dei festeggiamenti in onore della Madonna di Custonaci. Era presente, inoltre, il giornalista, scrittore e poeta Giuseppe Ingardia. Ideatore e regista della serata Alessandro De Bartolomeo, della cooperativa Terrae. Le foto sono di Lorenzo Gigante. La serata è stata presentata da Ninni Cannizzo.
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Organizzato all’interno della sala della Biblioteca di Paceco, un pomeriggio dedicato alla presentazione del lavoro letterario di Giuseppe Ingardia. Un momento questo che ha visto la presenza di svariati autori tra poeti e scrittori dell’interland trapanese. La presentazione del libro è stata effettuata da Alberto Barbata, ha coordinato la serata Peppe Catalano. Aprendo la pagina una galleria fotografica e alcuni contributi video.
… Il suo nuovo libro ”Né ‘n celo né ’n terra”che nel titolo rievoca l’antico gioco fanciullesco del Trìcchiti, è il racconto di una vita, un diario di bordo, intenso, coinvolgente, che richiama in quasi tutti i suoi versi, il sapore di una parola antica al contatto con la realtà dei nostri giorni. Sentiamo, nell’incipit, una nota malinconica di chi non riesce a trovare più la strada,’a via maestra ormai smarrita, e le risposte in questo mondo divenuto un labirintu cu tanti trazzeri tra filari di rosi senza fini/e li rosi fannu mali comu li spini. Tra terra e cielo, in questa linea di confine del mondo, la vita non è che un gioco diabolico e la morte mbrogghia e vinci la partita. …
Paceco – Presentato presso i locali di «Musica Ambiente e Tradizioni» il giorno 16 giugno il libro “Né ‘n celo Né ‘n terra” il libro di poesie siciliane realizzato da Vincenzo Adamo. La presentazione è stata realizzata da Paolo Marciante e Giuseppe Ingardia, a seguire l’autore ha declamato alcune poesie.
… Quello che leggerete non è un normale libro di poesie come capita spesso di leggere, non per niente ho voluto dargli il titolo di “Frittura mista”. Nella prima parte troverete due poemetti che riguardano campionati estivi di pallone che si solevano fare negli anni settanta e coinvolgevano quasi tutti i pacecoti. Il linguaggio non è né il siciliano né l’italiano, bensì quello che ho voluto battezzare come “sicilioto”, linguaggio del tutto costruito senza particolari regole, se non quelle di rendere gradevole la lettura. …
… Il nuovo volume, Senza pila ‘m mucca, segue il filone del precedente e ne ha i medesimi pregi. Versi scorrevoli dove spiccano uno spirito sottile; situazioni e personaggi tipici della poesia popolare tradizionale; La caruta ddu castedd(r)ammarasi, e cioè conclusioni dettate dall’esperienza e generalmente consoni alla saggezza popolare; una smisurata malizia che accompagna situazioni erotiche; un tono carnascialesco qua e là rafforza la vitalità di diverse quartine e rende più godibile la lettura. …
… Commentando i proverbi, i detti e le sentenze, pubblicate dal Pitre, l’Osservatore Romano ebbe a definire il popolo siciliano “genus acutum et suspiciosum”, cioe a dire “schiatta, popolo ingegnoso e sospettoso”, sottolineandone l’importanza che essi, i proverbi, i detti e le sentenze, rivestono nel contesto del vivere civile. Va detto subito che Vincenzo Adamo si muove sulla linea della tradizione, ma con un taglio diverso, scanzonato, che ne rende piacevole la lettura. …