Trapani Nostra

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Categoria: Riti e Processioni

  • Riti e processioni: ERICE Processione Madonna di Custonaci 2026 – Testo e Video di Mario Torrente – Foto di Aldo Marchingiglio

    Sbarco Madonna di Custonaci 2023

    Testo dal post di Mario Torrente:
    Dal mare al Monte, nel nome di Maria Santissima di Custonaci
    Oggi, ultimo mercoledì di agosto, l’Agroericino festeggia la Patrona. È il giorno della Madonna di Custonaci, una ricorrenza religiosa che rappresenta anche una pagina viva della storia, della tradizione e dell’identità di queste terre. Alle 18, a Custonaci e ad Erice, usciranno le rispettive processioni.
    Due comunità, due cortei, un’unica devozione che da secoli attraversa il territorio e continua a raccontare il legame profondo tra la gente e Maria Santissima di Custonaci attraverso una storia lunga secoli, radicata nel territorio e che diventa un’unica grande narrazione con un filo conduttore devozionale che attraversa questi luoghi con un quadro della Madonna che arriva dal mare, attraversa la campagna e sale sulla montagna. Diventando parte della memoria collettiva di un intero territorio.
    Per quasi cinque secoli l’immagine di Maria Santissima con in braccio il bambinello Geù ha fatto su e giù dal Monte, durante gli antichi trasporti che la conducevano da Custonaci ad Erice, allora Monte San Giuliano, e poi nuovamente verso il Santuario. Un viaggio che si ripeteva lungo sentieri, trazzere e antiche vie dell’Agroericino, tra la fatica dei portatori e la partecipazione delle comunità. La Madonna attraversava campagne e contrade, arrivava alle porte della città del Monte e veniva accolta dalla popolazione. E quando ripartiva, lasciava dietro di sé il senso di una comunità che si era ritrovata insieme attorno alla propria fede.
    Un’immagine religiosa che non appartiene ad un singolo luogo, ma ad un territorio che abbraccia Custonaci ed Erice passando dalle contrade dell’Agroericino e arrivando fino a Trapani ed a Marettimo, nel cuore del mare Mediterraneo. Quel mare da dove, secondo la leggenda, sarebbe arrivato questo meraviglioso quadro, subito entrato nel cuore degli abitanti di questi luoghi e custodito, da oltre cinque secoli, da generazioni di fedeli che l’hanno portata a spalla, accompagnata nei trasporti, accolta nelle chiese, tramandata ai propri figli. Pregando e invocandola con quel “Viva Maria Santissima di Custonaci”.
    E questo legame è uno dei significati più profondi della festa di oggi: ritrovarsi attorno ad un’icona religiosa che viene da lontano e che, nonostante il trascorrere del tempo, continua a riconoscere e unire una comunità. La fede, qui, si intreccia con la storia. La storia con la tradizione. E la tradizione con l’identità. C’è devozione ed appartenenza. C’è la stessa essenza e anima di un territorio. Un patrimonio che appartiene ad un intero territorio. E questo pomeriggio, quando dal Santuario di Custonaci e della Matrice di Erice usciranno le due processioni si rinnoverà un momento di autentica devozione ma anche di memoria, senso di appartenenza e identità della comunità. Una storia che continua a percorrere sentieri, mulattiere, strade, contrade, paesi, città e che ancora oggi, come allora, unisce il mare, la campagna e il Monte.

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  • Riti e processioni: Sbarco Madonna di Custonaci 2026

    Sbarco Madonna di Custonaci 2023

    Il seguente Testo è di Mario Torrente: Secondo la leggenda, il quadro della Madonna di Custonaci sarebbe arrivato dal mare a bordo di un veliero scampato da una tempesta. C’è poi un’altra storia, anche questa carica di fede e devozione, che inizia da una piccola cappella a Linciasella per arrivare fino a Trapani passando da Erice, al tempo in cui si chiamava Monte San Giuliano, abbracciando quindi tutto l’Agroericino, il suo Monte per arrivare al mare della città falcata.
    Buona lettura… se vi va…
    Questa è la settimana dedicata ai festeggiamenti in onore della Madonna di Custonaci. E ieri, a Cala Buguto, alle pendici di Monte Cofano, si è tenuta la rievocazione dello sbarco del quadro di Maria Santissima mentre oggi ad Erice si terrà il corteo dei sindaci dell’Agrodricico e la cerimonia di consegna della chiavi. Come tradizione domani, ultimo mercoledì del mese di agosto, a Custonaci e ad Erice usciranno le due processioni, un momento religioso molto sentito in tutto l’Agroericino e che porta indietro di secoli arrivando fino al cuore del centro storico di Trapani. Anche qui, nel tempo che fu, c’era un antichissimo quadro della Madonna di Custonaci, a quanto pare risalente al 1520, che i trapanesi d’allora chiamavano “Madonna della pioggia”, invocata contro “folgori e tuoni”.
    Secondo la tradizione a Trapani, nei periodi di siccità, arrivava la pioggia solo quanto la Madonna veniva invocata come Maria Santissima di Custonaci. E l’originalità del quadro, secondo quanto tramandato e riportato da diversi autori del tempo, per secoli fu causa di rivalità tra trapanesi e muntisi, con reciproche accuse di avere copiato il loro quadro. Oltre alle contese tra ericini e custonacesi per i trasporti, c’erano dunque anche attriti sul versante Trapani, dove il quadro di Maria Santissima venne venerato per secoli in una piccola chiesa del 1500 che si trovava nella strada oggi chiamata via Custonaci. Proprio per la presenza della chiesa dedicata a Maria Santissima di Custonaci. Ma quell’immagine, purtroppo, andò distrutta nell’incendio del 1817 causato dallo scoppio di un deposito di munizioni che si trovava affianco alla chiesetta, che venne distrutta assieme al quadro, di cui resta però un’immagine riprodotta in un atto del 1848 di un notaio ericino.
    In questo disegno traspare la somiglianza della Madonna della pioggia trapanese con l’altorilievo ligneo custodito oggi nel Museo del Santuario di Custonaci, un’immagine antichissima, risalente al 1400, e che potrebbe essere la copia di un affresco medievale che si trovava nella cappella della Linciasella, dove secondo quanto scritto dal professore Salvatore Corso, potrebbe essere iniziato il culto di Maria Santissima.
    Questa storia, secondo le ricerche fatte da Corso, che ha studiato documenti, atti e letto le fonti storiche di diversi autori, di cui parla nei suoi libri, inizia nel 1167 con l’arrivo nella cappella rupestre di “Tutti i Santi”, nella riviera di Bonagia, degli eremiti di Santa Maria del Bosco di Palazzo Adriano in base ad un privilegio di Guglielmo il buono. Fu con loro che partì una vera e propria bonifica agricola della zona.
    Siamo nei pressi del fiume Custonaci, vicino a dove c’era il ponte Romano, dove originariamente sorse la cappella di “Tutti i Santi”, da cui deriva proprio il toponimo di Bonagia e che gli eremiti di Santa Maria del bosco di Palazzo Adriano restaurarono. La chiesa venne quindi dedicata a Santa Maria ed al suo interno c’era un affresco della Madonna realizzato da un eremita. Ne parla espressamente Vito Carvini. Fu così che si andò radicando il culto della Madonna della Linciasella, le cui prime donazioni risalgono al 1422. E che arrivavano sia da Trapani che dalla città del Monte San Giuliano.
    Tant’è che con un atto del 24 novembre del 1451 gli ericini chiesero al pittore marsalese Johannes de Ruri Marsaliae una copia dell’affresco venerato nella cappella rupestre della Linciasella. Un anno dopo, esattamente il 24 novembre del 1452, al pittore marsalese venne dato un secondo incarico per dipingere nella Matrice di Erice un affresco di cui oggi restano solo pochi frammenti nella chiesa Madre di Erice. Non si sa invece se la copia della Madonna delle Linciasella, commissionata nel 1451, venne realizzata o meno. O se fu poi trasformata in altro, con delle ridipinture sovrapposte, o se andò persa.
    Di questa prima tavola della raffigurazione iconografica di Santa Maria di Custonaci, come riportato da Salvatore Corso nelle pagine del suo libro “Trapani una cristianità d’Africa”, non si sa nulla. L’unica cosa che è arrivata a noi di quel lontano passato e l’altarolo ligneo custodito oggi nel museo del Santuario di Custonaci e che forse potrebbe essere una copia dell’originario affresco della cappella della Linciasella. E dunque questa la prima e più antica raffigurazione di Santa Maria di Custonaci arrivata ai giorni nostri dall’affresco medievale frutto della mano di un eremita?
    Di sicuro c’è che questa resta una storia piuttosto affascinante e che abbraccia almeno sette secoli di storia, se non di più, da Custonaci fino a Trapani. Arrivando fino a Marettimo, visto che nella più lontana delle Egadi c’è una copia del quadro della Madonna di Custonaci sbarcata nell’isola nel 1800 con i preti muntisi mentre il quadro originario, datato 1471 o 1521, resta custodito nel meraviglioso santuario di Custonaci, dove dagli anni Trenta, dopo cinque secoli di trasporti e annesse controversie, non si può più spostare.
    Come riportato dal professore Corso nei suoi scritti, il primo trasporto del quadro ad Erice venne fatto nel 1568, partendo proprio dalla cappella della Linciasella. A breve ne seguirono altre quattro: nel 1571, nel 1574, nel 1575 e nel 1576. E durante il “viaggio” della Madonna nei sentieri e trazzere dell’Agroericino fino alla città del Monte, nella cappella della Linciasella, a quanto pare, restava una copia del quadro datata 1541, con le prospettive alle spalle della Vergine che richiamavano proprio la posizione della cappella della Linciasella. Ma quella tavola fu successivamente cancellata con della vernice per diventare un porta del nuovo Santuario realizzato a Custonaci tra il 1575 ed il 1577, inizialmente come fortezza, lontano dal mare in una posizione strategica a difesa degli attacchi dei pirati.
    La cappella della Linciasella era invece troppo esposta al rischio di incursioni e quindi si decise di puntare sulla costruzione di un nuovo edificio, più sicuro e lontano dalla costa con una torre in grado di segnalare con fumi e fuochi l’arrivo dei pirati. Quella fortezza, nei secoli, divenne il Santuario che conosciamo oggi. Ma al suo interno interno si possono ancora vedere i resti dell’originaria struttura costruita con scopi difensivi. E attorno a quella fortezza via via andarono sorgendo le prime case per ospitare i pellegrini che venivano a rendere omaggio all’immagine della Madonna, che secondo la leggenda sarebbe arrivata dal mare sbarcando a Cala Bukuto. E che quasi sicuramente arrivò davvero dal mare, la via di comunicazione più utilizzata in quel tempo, secondo gli studiosi dopo essere stata realizzata in una bottega riconducibile alla scuola di Antonello da Messina.
    Inizialmente questo quadro potrebbe essere stato portato proprio nella cappella della Linciasella per poi andare nella nuova fortezza-santuario di Custonaci, in una posizione più sicura. Il condizionale è d’obbligo, ma resta un’ipotesi. E quando iniziò a fare su e giù dal Monte, al suo posto veniva messa la tavola del 1541, poi diventata porta e ritrovata di recente dall’arciprete Rosario Vanella. Dopo essere stata restaurata, adesso è possibile ammirare questo antichissimo quadro nel Museo del Santuario assieme all’altorilievo ligneo che probabilmente porta indietro nel tempo all’affresco realizzato da un eremita nella cappella della Linciasella. E che potrebbe avere ispirato la raffigurazione della Madonna della pioggia trapanese, ovvero la Madonna di Custonaci che per tre secoli è stata custodita nella piccola chiesa del centro storico di Trapani.
    Nello stesso punto dove oggi sorge la chiesa di Maria Santissima di Custonaci, ricostruita dopo l’incendio che nel 1817 distrusse l’originaria chiesa del sedicesimo secolo ed il quadro del 1520 che assomigliava molto dell’altarolo in legno (che probabilmente durante i trasporti ad Erice prendeva il posto del quadro dopo che “scomparve la tavola del 1541 poi diventata porta), ma con qualche differenza: nell’immagine trapanese il bambino si trova a sinistra e non a destra e tiene un globo (in quello ericino delle spighe”), un’iconografia più orientata ai viaggi marittimi nel mondo in una città da sempre legata al mare. E dove i trapanesi d’un tempo invocavano la Madonna della pioggia contro folgori e tuoni.

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  • Calatafimi 2026 – Festa del SS. Crocifisso

    Dopo ben 14 anni Calatafimi festeggia il SS. CROCIFISSO. Una Città tutta mobilitata per la grande festa, quella che è definita la più antica e bella d’Italia. Le foto che vi propongo si riferiscono al primo giorno della festa, dove i buoi fanno da padroni tirando i carri da dove vengono distribuiti doni ai visitatori ed alla cittadinanza. Tante le attrazioni, come mostre di Ceti, cavalli e cavalieri, carretti, strade addobbate con luminarie, vicoli in mostra, canti folklorici, mimi per le strade, musica in piazza, tappeti di fiori, pani a forma di ruote dentate (Cucciddati). Tanto ho visto e vi assicuro che tanto ancora c’è da vedere.

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  • Calatafimi 2026 – Festa del SS. Crocifisso – le foto di Daniele Giurintano

    Dopo ben 14 anni Calatafimi festeggia il SS. CROCIFISSO. Una Città tutta mobilitata per la grande festa, quella che è definita la più antica e bella d’Italia. Le foto che vi propongo, realizzate da Daniele Giurintano, il quale ringrazio per la sua disponibilità, esprimono il grande entusiasmo che si vive. Tante le attrazioni, come mostre di Ceti, buoi, cavalli e cavalieri, carretti, strade addobbate con luminarie, vicoli in mostra, canti folklorici, mimi per le strade, musica in piazza, tappeti di fiori, pani a forma di ruote dentate. Tanto ho visto e vi assicuro che tanto ancora c’è da vedere.

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  • Calatafimi 2026 – Festa del Corpus Domini (Corteo delle Maestranze) – le foto di Daniele Giurintano

    In questa galleria fotografica sono presenti le foto inerenti la festa del Corpus Domini, svolta a Calatafimi. Le foto che vi propongo, sono state realizzate da Daniele Giurintano, il quale ringrazio per la disponibilità.

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  • MISTERI: Ceto Metallurgici (Arresto) – Resoconto anno 1981 (Grazie Liborio)

    la copertina del libro

    Un opuscolo, questo che Vi propongo, che rappresenta un po’ di storia della nostra amata processione del Venerdì e Sabato Santo, i MISTERI di Trapani. Trattasi del resoconto delle raccolte effettuate nell’anno 1981 dai Consoli e dai collaboratori del Ceto dei Metallurgici, che permettono grazie ai loro contributi, di far fronte alle spese utili per l’uscita del gruppo scultorio rappresentante l’ARRESTO.
    Ringrazio Liborio Del Giudice per avermi procurato il file del libro e indirettamente Nino Barone per averglielo donato.

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  • MISTERI: Ceto Metallurgici (Arresto) – Resoconto anno 1979 (Grazie Liborio)

    la copertina del libro

    Un opuscolo, questo che Vi propongo, che rappresenta un po’ di storia della nostra amata processione del Venerdì e Sabato Santo, i MISTERI di Trapani. Trattasi del resoconto delle raccolte effettuate nell’anno 1979 dai Consoli e dai collaboratori del Ceto dei Metallurgici, che permettono grazie ai loro contributi, di far fronte alle spese utili per l’uscita del gruppo scultorio rappresentante l’ARRESTO.
    Ringrazio Liborio Del Giudice per avermi procurato il file del libro e indirettamente Nino Barone per averglielo donato.

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  • MISTERI: Ceto Metallurgici (Arresto) – Resoconto anno 1978 (Grazie Liborio)

    la copertina del libro

    Un opuscolo, questo che Vi propongo, che rappresenta un po’ di storia della nostra amata processione del Venerdì e Sabato Santo, i MISTERI di Trapani. Trattasi del resoconto delle raccolte effettuate nell’anno 1978 dai Consoli e dai collaboratori del Ceto dei Metallurgici, che permettono grazie ai loro contributi, di far fronte alle spese utili per l’uscita del gruppo scultorio rappresentante l’ARRESTO.
    Ringrazio Liborio Del Giudice per avermi procurato il file del libro e indirettamente Nino Barone per averglielo donato.

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  • MISTERI: Ceto Metallurgici (Arresto) – Resoconto anno 1977 (Grazie Liborio)

    la copertina del libro

    Un opuscolo, questo che Vi propongo, che rappresenta un po’ di storia della nostra amata processione del Venerdì e Sabato Santo, i MISTERI di Trapani. Trattasi del resoconto delle raccolte effettuate nell’anno 1977 dai Consoli e dai collaboratori del Ceto dei Metallurgici, che permettono grazie ai loro contributi, di far fronte alle spese utili per l’uscita del gruppo scultorio rappresentante l’ARRESTO.
    Ringrazio Liborio Del Giudice per avermi procurato il file del libro e indirettamente Nino Barone per averglielo donato.

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  • Trapani: Processione dei Misteri 2026 – Ph Salvatore Simonte

    La Processione dei Misteri 2026 viste da Salvatore Simonte. Clicca sul link sottostante per visualizzare le foto del sopracitato autore, che sentitamente ringrazio per avermi concesso di pubblicare i suoi scatti.

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  • Erice: Uscita Processione San Francesco Di Paola (Santu Patri) 2026

    Erice, la processione di San Francesco di Paola rinnova fede e identità comunitaria – Questa non è una frase mia, bensì il titolo di un articolo di Paola Domingo tratto dal sito TrapaniSi.it.

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    Il video è strato tratto dal sito TrapaniSi.it il commento è di Paola Domingo

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