
Testo dal post di Mario Torrente:
Dal mare al Monte, nel nome di Maria Santissima di Custonaci
Oggi, ultimo mercoledì di agosto, l’Agroericino festeggia la Patrona. È il giorno della Madonna di Custonaci, una ricorrenza religiosa che rappresenta anche una pagina viva della storia, della tradizione e dell’identità di queste terre. Alle 18, a Custonaci e ad Erice, usciranno le rispettive processioni.
Due comunità, due cortei, un’unica devozione che da secoli attraversa il territorio e continua a raccontare il legame profondo tra la gente e Maria Santissima di Custonaci attraverso una storia lunga secoli, radicata nel territorio e che diventa un’unica grande narrazione con un filo conduttore devozionale che attraversa questi luoghi con un quadro della Madonna che arriva dal mare, attraversa la campagna e sale sulla montagna. Diventando parte della memoria collettiva di un intero territorio.
Per quasi cinque secoli l’immagine di Maria Santissima con in braccio il bambinello Geù ha fatto su e giù dal Monte, durante gli antichi trasporti che la conducevano da Custonaci ad Erice, allora Monte San Giuliano, e poi nuovamente verso il Santuario. Un viaggio che si ripeteva lungo sentieri, trazzere e antiche vie dell’Agroericino, tra la fatica dei portatori e la partecipazione delle comunità. La Madonna attraversava campagne e contrade, arrivava alle porte della città del Monte e veniva accolta dalla popolazione. E quando ripartiva, lasciava dietro di sé il senso di una comunità che si era ritrovata insieme attorno alla propria fede.
Un’immagine religiosa che non appartiene ad un singolo luogo, ma ad un territorio che abbraccia Custonaci ed Erice passando dalle contrade dell’Agroericino e arrivando fino a Trapani ed a Marettimo, nel cuore del mare Mediterraneo. Quel mare da dove, secondo la leggenda, sarebbe arrivato questo meraviglioso quadro, subito entrato nel cuore degli abitanti di questi luoghi e custodito, da oltre cinque secoli, da generazioni di fedeli che l’hanno portata a spalla, accompagnata nei trasporti, accolta nelle chiese, tramandata ai propri figli. Pregando e invocandola con quel “Viva Maria Santissima di Custonaci”.
E questo legame è uno dei significati più profondi della festa di oggi: ritrovarsi attorno ad un’icona religiosa che viene da lontano e che, nonostante il trascorrere del tempo, continua a riconoscere e unire una comunità. La fede, qui, si intreccia con la storia. La storia con la tradizione. E la tradizione con l’identità. C’è devozione ed appartenenza. C’è la stessa essenza e anima di un territorio. Un patrimonio che appartiene ad un intero territorio. E questo pomeriggio, quando dal Santuario di Custonaci e della Matrice di Erice usciranno le due processioni si rinnoverà un momento di autentica devozione ma anche di memoria, senso di appartenenza e identità della comunità. Una storia che continua a percorrere sentieri, mulattiere, strade, contrade, paesi, città e che ancora oggi, come allora, unisce il mare, la campagna e il Monte.
Visualizza le foto di Aldo Marchingiglio
Visualizza il video di Mario Torrente: Uscita della Madonna di Custonaci dalla Chiesa Madre di Erice
Visualizza il video di Mario Torrente: Processione Madonna si Custonaci – passaggio sotto l’arco di San Pietro