Trapani Nostra

L'archivio della memoria di Trapani e provincia

Autore: admin

  • Trapani: Lo Scoglio Palumbo, brevi cenni di Mario Torrente

    Sbarco Madonna di Custonaci 2023

    Testo dal post di Mario Torrente:
    Il faro dello scoglio Palumbo, separato da uno stretto braccio di mare dall’isolotto della Colombaia. Questo fanale, il cui progetto iniziale risale al 1858, quindi al tempo dei Borboni e poco prima dell’Unità d’Italia, venne attivato nel 1881 per segnalare la presenza di secche e scogli nei pressi dell’imboccatura del porto di Trapani, guidando quindi nella navigazione chi arrivava dal mare. La torre cilindrica è alta 12 metri mentre la luce si trova a 16 metri sul livello del mare. Un luogo che, visto dal mare, regala ancora un’altra prospettiva. Da raggiungere in canoa, con Trapani alle spalle, la Colombaia a poca distanza e la possibilità di pagaiare dal villino Nasi a Torre di Ligny per arrivare alle Mura di Tramontana. Tutto ad un tiro di schioppo dal brusio della città…anche questa è la Trapani da vivere e scoprire anche via mare.

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  • Riti e processioni: ERICE Processione Madonna di Custonaci 2026 – Testo e Video di Mario Torrente – Foto di Aldo Marchingiglio

    Sbarco Madonna di Custonaci 2023

    Testo dal post di Mario Torrente:
    Dal mare al Monte, nel nome di Maria Santissima di Custonaci
    Oggi, ultimo mercoledì di agosto, l’Agroericino festeggia la Patrona. È il giorno della Madonna di Custonaci, una ricorrenza religiosa che rappresenta anche una pagina viva della storia, della tradizione e dell’identità di queste terre. Alle 18, a Custonaci e ad Erice, usciranno le rispettive processioni.
    Due comunità, due cortei, un’unica devozione che da secoli attraversa il territorio e continua a raccontare il legame profondo tra la gente e Maria Santissima di Custonaci attraverso una storia lunga secoli, radicata nel territorio e che diventa un’unica grande narrazione con un filo conduttore devozionale che attraversa questi luoghi con un quadro della Madonna che arriva dal mare, attraversa la campagna e sale sulla montagna. Diventando parte della memoria collettiva di un intero territorio.
    Per quasi cinque secoli l’immagine di Maria Santissima con in braccio il bambinello Geù ha fatto su e giù dal Monte, durante gli antichi trasporti che la conducevano da Custonaci ad Erice, allora Monte San Giuliano, e poi nuovamente verso il Santuario. Un viaggio che si ripeteva lungo sentieri, trazzere e antiche vie dell’Agroericino, tra la fatica dei portatori e la partecipazione delle comunità. La Madonna attraversava campagne e contrade, arrivava alle porte della città del Monte e veniva accolta dalla popolazione. E quando ripartiva, lasciava dietro di sé il senso di una comunità che si era ritrovata insieme attorno alla propria fede.
    Un’immagine religiosa che non appartiene ad un singolo luogo, ma ad un territorio che abbraccia Custonaci ed Erice passando dalle contrade dell’Agroericino e arrivando fino a Trapani ed a Marettimo, nel cuore del mare Mediterraneo. Quel mare da dove, secondo la leggenda, sarebbe arrivato questo meraviglioso quadro, subito entrato nel cuore degli abitanti di questi luoghi e custodito, da oltre cinque secoli, da generazioni di fedeli che l’hanno portata a spalla, accompagnata nei trasporti, accolta nelle chiese, tramandata ai propri figli. Pregando e invocandola con quel “Viva Maria Santissima di Custonaci”.
    E questo legame è uno dei significati più profondi della festa di oggi: ritrovarsi attorno ad un’icona religiosa che viene da lontano e che, nonostante il trascorrere del tempo, continua a riconoscere e unire una comunità. La fede, qui, si intreccia con la storia. La storia con la tradizione. E la tradizione con l’identità. C’è devozione ed appartenenza. C’è la stessa essenza e anima di un territorio. Un patrimonio che appartiene ad un intero territorio. E questo pomeriggio, quando dal Santuario di Custonaci e della Matrice di Erice usciranno le due processioni si rinnoverà un momento di autentica devozione ma anche di memoria, senso di appartenenza e identità della comunità. Una storia che continua a percorrere sentieri, mulattiere, strade, contrade, paesi, città e che ancora oggi, come allora, unisce il mare, la campagna e il Monte.

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    Visualizza il video di Mario Torrente: Uscita della Madonna di Custonaci dalla Chiesa Madre di Erice

    Visualizza il video di Mario Torrente: Processione Madonna si Custonaci – passaggio sotto l’arco di San Pietro

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  • Riti e processioni: Sbarco Madonna di Custonaci 2026

    Sbarco Madonna di Custonaci 2023

    Il seguente Testo è di Mario Torrente: Secondo la leggenda, il quadro della Madonna di Custonaci sarebbe arrivato dal mare a bordo di un veliero scampato da una tempesta. C’è poi un’altra storia, anche questa carica di fede e devozione, che inizia da una piccola cappella a Linciasella per arrivare fino a Trapani passando da Erice, al tempo in cui si chiamava Monte San Giuliano, abbracciando quindi tutto l’Agroericino, il suo Monte per arrivare al mare della città falcata.
    Buona lettura… se vi va…
    Questa è la settimana dedicata ai festeggiamenti in onore della Madonna di Custonaci. E ieri, a Cala Buguto, alle pendici di Monte Cofano, si è tenuta la rievocazione dello sbarco del quadro di Maria Santissima mentre oggi ad Erice si terrà il corteo dei sindaci dell’Agrodricico e la cerimonia di consegna della chiavi. Come tradizione domani, ultimo mercoledì del mese di agosto, a Custonaci e ad Erice usciranno le due processioni, un momento religioso molto sentito in tutto l’Agroericino e che porta indietro di secoli arrivando fino al cuore del centro storico di Trapani. Anche qui, nel tempo che fu, c’era un antichissimo quadro della Madonna di Custonaci, a quanto pare risalente al 1520, che i trapanesi d’allora chiamavano “Madonna della pioggia”, invocata contro “folgori e tuoni”.
    Secondo la tradizione a Trapani, nei periodi di siccità, arrivava la pioggia solo quanto la Madonna veniva invocata come Maria Santissima di Custonaci. E l’originalità del quadro, secondo quanto tramandato e riportato da diversi autori del tempo, per secoli fu causa di rivalità tra trapanesi e muntisi, con reciproche accuse di avere copiato il loro quadro. Oltre alle contese tra ericini e custonacesi per i trasporti, c’erano dunque anche attriti sul versante Trapani, dove il quadro di Maria Santissima venne venerato per secoli in una piccola chiesa del 1500 che si trovava nella strada oggi chiamata via Custonaci. Proprio per la presenza della chiesa dedicata a Maria Santissima di Custonaci. Ma quell’immagine, purtroppo, andò distrutta nell’incendio del 1817 causato dallo scoppio di un deposito di munizioni che si trovava affianco alla chiesetta, che venne distrutta assieme al quadro, di cui resta però un’immagine riprodotta in un atto del 1848 di un notaio ericino.
    In questo disegno traspare la somiglianza della Madonna della pioggia trapanese con l’altorilievo ligneo custodito oggi nel Museo del Santuario di Custonaci, un’immagine antichissima, risalente al 1400, e che potrebbe essere la copia di un affresco medievale che si trovava nella cappella della Linciasella, dove secondo quanto scritto dal professore Salvatore Corso, potrebbe essere iniziato il culto di Maria Santissima.
    Questa storia, secondo le ricerche fatte da Corso, che ha studiato documenti, atti e letto le fonti storiche di diversi autori, di cui parla nei suoi libri, inizia nel 1167 con l’arrivo nella cappella rupestre di “Tutti i Santi”, nella riviera di Bonagia, degli eremiti di Santa Maria del Bosco di Palazzo Adriano in base ad un privilegio di Guglielmo il buono. Fu con loro che partì una vera e propria bonifica agricola della zona.
    Siamo nei pressi del fiume Custonaci, vicino a dove c’era il ponte Romano, dove originariamente sorse la cappella di “Tutti i Santi”, da cui deriva proprio il toponimo di Bonagia e che gli eremiti di Santa Maria del bosco di Palazzo Adriano restaurarono. La chiesa venne quindi dedicata a Santa Maria ed al suo interno c’era un affresco della Madonna realizzato da un eremita. Ne parla espressamente Vito Carvini. Fu così che si andò radicando il culto della Madonna della Linciasella, le cui prime donazioni risalgono al 1422. E che arrivavano sia da Trapani che dalla città del Monte San Giuliano.
    Tant’è che con un atto del 24 novembre del 1451 gli ericini chiesero al pittore marsalese Johannes de Ruri Marsaliae una copia dell’affresco venerato nella cappella rupestre della Linciasella. Un anno dopo, esattamente il 24 novembre del 1452, al pittore marsalese venne dato un secondo incarico per dipingere nella Matrice di Erice un affresco di cui oggi restano solo pochi frammenti nella chiesa Madre di Erice. Non si sa invece se la copia della Madonna delle Linciasella, commissionata nel 1451, venne realizzata o meno. O se fu poi trasformata in altro, con delle ridipinture sovrapposte, o se andò persa.
    Di questa prima tavola della raffigurazione iconografica di Santa Maria di Custonaci, come riportato da Salvatore Corso nelle pagine del suo libro “Trapani una cristianità d’Africa”, non si sa nulla. L’unica cosa che è arrivata a noi di quel lontano passato e l’altarolo ligneo custodito oggi nel museo del Santuario di Custonaci e che forse potrebbe essere una copia dell’originario affresco della cappella della Linciasella. E dunque questa la prima e più antica raffigurazione di Santa Maria di Custonaci arrivata ai giorni nostri dall’affresco medievale frutto della mano di un eremita?
    Di sicuro c’è che questa resta una storia piuttosto affascinante e che abbraccia almeno sette secoli di storia, se non di più, da Custonaci fino a Trapani. Arrivando fino a Marettimo, visto che nella più lontana delle Egadi c’è una copia del quadro della Madonna di Custonaci sbarcata nell’isola nel 1800 con i preti muntisi mentre il quadro originario, datato 1471 o 1521, resta custodito nel meraviglioso santuario di Custonaci, dove dagli anni Trenta, dopo cinque secoli di trasporti e annesse controversie, non si può più spostare.
    Come riportato dal professore Corso nei suoi scritti, il primo trasporto del quadro ad Erice venne fatto nel 1568, partendo proprio dalla cappella della Linciasella. A breve ne seguirono altre quattro: nel 1571, nel 1574, nel 1575 e nel 1576. E durante il “viaggio” della Madonna nei sentieri e trazzere dell’Agroericino fino alla città del Monte, nella cappella della Linciasella, a quanto pare, restava una copia del quadro datata 1541, con le prospettive alle spalle della Vergine che richiamavano proprio la posizione della cappella della Linciasella. Ma quella tavola fu successivamente cancellata con della vernice per diventare un porta del nuovo Santuario realizzato a Custonaci tra il 1575 ed il 1577, inizialmente come fortezza, lontano dal mare in una posizione strategica a difesa degli attacchi dei pirati.
    La cappella della Linciasella era invece troppo esposta al rischio di incursioni e quindi si decise di puntare sulla costruzione di un nuovo edificio, più sicuro e lontano dalla costa con una torre in grado di segnalare con fumi e fuochi l’arrivo dei pirati. Quella fortezza, nei secoli, divenne il Santuario che conosciamo oggi. Ma al suo interno interno si possono ancora vedere i resti dell’originaria struttura costruita con scopi difensivi. E attorno a quella fortezza via via andarono sorgendo le prime case per ospitare i pellegrini che venivano a rendere omaggio all’immagine della Madonna, che secondo la leggenda sarebbe arrivata dal mare sbarcando a Cala Bukuto. E che quasi sicuramente arrivò davvero dal mare, la via di comunicazione più utilizzata in quel tempo, secondo gli studiosi dopo essere stata realizzata in una bottega riconducibile alla scuola di Antonello da Messina.
    Inizialmente questo quadro potrebbe essere stato portato proprio nella cappella della Linciasella per poi andare nella nuova fortezza-santuario di Custonaci, in una posizione più sicura. Il condizionale è d’obbligo, ma resta un’ipotesi. E quando iniziò a fare su e giù dal Monte, al suo posto veniva messa la tavola del 1541, poi diventata porta e ritrovata di recente dall’arciprete Rosario Vanella. Dopo essere stata restaurata, adesso è possibile ammirare questo antichissimo quadro nel Museo del Santuario assieme all’altorilievo ligneo che probabilmente porta indietro nel tempo all’affresco realizzato da un eremita nella cappella della Linciasella. E che potrebbe avere ispirato la raffigurazione della Madonna della pioggia trapanese, ovvero la Madonna di Custonaci che per tre secoli è stata custodita nella piccola chiesa del centro storico di Trapani.
    Nello stesso punto dove oggi sorge la chiesa di Maria Santissima di Custonaci, ricostruita dopo l’incendio che nel 1817 distrusse l’originaria chiesa del sedicesimo secolo ed il quadro del 1520 che assomigliava molto dell’altarolo in legno (che probabilmente durante i trasporti ad Erice prendeva il posto del quadro dopo che “scomparve la tavola del 1541 poi diventata porta), ma con qualche differenza: nell’immagine trapanese il bambino si trova a sinistra e non a destra e tiene un globo (in quello ericino delle spighe”), un’iconografia più orientata ai viaggi marittimi nel mondo in una città da sempre legata al mare. E dove i trapanesi d’un tempo invocavano la Madonna della pioggia contro folgori e tuoni.

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  • Libri: «Il Custode Silenzioso do un Segreto di Malta» di Salvatore Accardi

    Il custode silenzioso di un segreto di Malta
    Dove il tempo sembra sospeso tra il profumo della carta antica e la polvere dei secoli, tra gli scaffali della Biblioteca Fardelliana di Trapani è custodito un tesoro silenzioso. Si tratta del Compendio ristretto sugli statuti e prescrizioni della Religione Gerosolimitana di Malta, preziosa trascrizione in italiano, che traduce il pilastro della storia cavalleresca degli Statuta, Ordnungen und Gebräuche desz Ritterlichen Ordens S. Johannis von Jerusalem, zu Malta, pubblicata a Francoforte sul Meno nel 1644 dall’editore Johann Just Zunner. L’opera originale in lingua tedesca è nata dalla penna di fra’ Christiano de Osterhausen intorno al 1632, durante la reggenza di fra’ Giovanni Paulo Lascaris Castellar, 57° Gran Maestro dell’Ordine. Resta un mistero chi sia stato l’anonimo letterato del Settecento che ha speso tempo a tradurlo e riscriverlo in italiano per lasciarlo in memoria dei posteri. La sua identità, forse trapanese, è svanita nel tempo, tuttavia il suo sforzo c’è giunto come un dono inedito, dal passato per il futuro. Certi del valore inestimabile di questo documento, lo abbiamo trascritto interamente in pdf (110 pagine) per sottrarlo all’oblio del tempo. (Salvatore Accardi). https://www.trapaniinvittissima.it/. – Ringrazio Salvatore Accardi per avermi permesso di inserire questo testo all’interno del sito. (La 1^ e 4^ di copertina sono state create per l’occasione di questa pubblicazione non fanno parte del testo fornitomi da Salvatore Accardi)

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  • Libri: «Il gioco “a cacau”» nuovo capitolo del libro “aperto” di Michele Russo – 2026

    La copertina del libro

    Una aggiunta al libro “aperto” di Michele Russo, una nuova ricerca che l’autore vuole mettere a disposizione dei lettori. «Il gioco a “cacau”» è il titolo di questa ricerca realizzata nel mese di Agosto 2026.

    leggi la ricerca nel libro aperto

    leggi la ricerca nel libro 2026 di Michele Russo

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  • DATTILO CANNOLO FEST (Paceco – TP) – Peralta Production – giorno 5 luglio 2026

    5^ edizione del «DATTILO CANNOLO FEST» 2026 – organizzata dalla «PERALTA PRODUCTION» il 3-4-5- Luglio 2026.
    Il terzo giorno, come da programma, nell’area cooking si è svolto il concorso “Il Cannolo delle Pro Loco” diverse sono state le pro Loco che hanno partecipato presentato il cannolo tipico del loro territorio (ha presentato Jana Cardinale). A seguire una Masterclass guidata da Ignazio Perez, miglior sommelier 2026 del Marsala. La presentazione del libro “CIURIDDA” di Giankarim De Caro, ed infine uno Show Cooking di Peppe Giuffrè e Ita Galfano.
    Nell’area spettacoli si è esibito il gruppo folklorico “I Burgisi di Marsala”. Uno spettacolo musicale dal titolo “Tanto pe’ sogna’” di Rosaria Bonfiglio con Gioele Corso, Piero Corso, Salvo Graziano e Rosaria Bonfiglio. A seguire è stato presentato il “6° “Premio 91027 – Eccellenze della Città di Paceco” presentato da Ninny Bornice. Ed infine per il Cabaret: grande spettacolo con MATRANGA e MINAFO’.

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  • DATTILO CANNOLO FEST (Paceco – TP) – Peralta Production – giorno 4 luglio 2026

    5^ edizione del «DATTILO CANNOLO FEST» 2026 – organizzata dalla «PERALTA PRODUCTION» il 3-4-5- Luglio 2026.
    Il secondo giorno, come da programma, Claudia Parrinello ha moderato il Talk show: “Dalla Terra al Vocabolario. La busiata, i grani antichi e la sfida della Dieta Mediterranea nell’agricoltura di oggi”, nell’area cooking è stata la volta di Salvo Terruso “Il Pastaio matto”
    Nell’area spettacoli si è esibito il gruppo folklorico “Val di Mazara”. Il concerto dei «Blue Monkeys», il concorso canoro per giovani talenti “Lasciatemi Cantare” con la direzione artistica di Peppe Aleci con la presentazione di Ninny Bornice, lo spettacolo di Mentalismo con Marco Bellantuono, e per il Cabaret: grande spettacolo con TOTI & TOTINO.

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  • DATTILO CANNOLO FEST (Paceco – TP) – Peralta Production – giorno 3 luglio 2026

    5^ edizione del «DATTILO CANNOLO FEST» 2026 – organizzata dalla «PERALTA PRODUCTION» il 3-4-5- Luglio 2026.
    Il primo giorno, come da programma, Jana Cardinale con tanti ospiti ha moderato il Talk show: “Tavolo Sicilia – Sinergie Istituzionali per la Valorizzazione Locale”, nell’area cooking Antonella Cataldo ha presentato il suo libro sul padre Gioacchino Rais della tonnara di Favignana e Peppe Giuffrè con il giovane Denis Sarzana ha preparato un piatto con Tonno e Busiate
    Nell’area spettacoli si è esibito il gruppo folklorico “Marsala Antica” e per il Cabaret: Salvo La Rosa con Massimo Spada.

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  • Napola (Erice – TP) Donare Rende Felici – concerto gruppo ALTURA – 2026

    Seconda edizione della manifestazione di beneficenza organizzata dall’associazione «Donare Rende Felici… anche d’estate». L’evento ha registrato un pubblico ben sopra le aspettative. Il giorno 12 Luglio 2026 per la chiusura della manifestazione si sono esibiti con un concerto il gruppo musicale degli «ALTURA», seguiti dall’energia dei The Legend» (DJ e performance artistica con musica anni ’80 ’90 2000)

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  • Bruca (TP) – Segesta Horse Cup – Fitetrec-Ante – (promoter: Nino Culcasi)

    Come quasi ogni anno il caro amico Nino Culcasi organizza in evento equestre. Quest’anno due giorni dedicati ai cavalli sono stati realizzati a Bruca località italiana frazione del comune di Buseto Palizzolo (TP).
    L’evento, legato alla Fitetrec-Ante (Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec) dal “titolo” «Segesta Horse Cup» nella sua prima edizione si è svolta con grande successo il 27 e 28 giugno presso il Centro Ippico Pietra dei Fiori, ospitando le finali regionali e prove di monta western e tradizionale.
    Nel primo giorno dell’evento è stato organizzato un percorso per i cavalieri.

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  • Castellammare del Golfo – Concerto 2026 – Istituto Comprensivo Pascoli-Pirandello

    Ogni anno al termine del ciclo scolastico, gli Istituti con l’indirizzo musicale organizzano un concerto per dar modo ai ragazzi di mettere in evidenza la loro crescita musicale. Quest’anno mi sono recato a Castellammare del Golfo, e ho avuto modo si ascoltare il concerto organizzato dall’Istituto Comprensivo Pascoli-Pirandello, del quale un mio nipote ne fa parte quale insegnante.
    Corre l’obbligo nominare coloro che hanno dato vita al concerto oltre naturalmente tutti i ragazzi che hanno suonato. Iniziamo dai docenti di musica: Gioele Corso – Chitarra, Erika Greco – Clarinetto (che è pure referente dell’indirizzo musicale), Francesco Di Maio – Pianoforte, Vita Nastasi – Violino. La serata è stata presentata da Alessandra Mansella, da Leo Abita (ex alunno della scuola), la voce solista è stata quella di Oriana Alessandra. Alla fine del concerto sono intervenuti il Dirigente dell’Istituto Salvatore Tinnirello e il sindaco di Castellammare del Golfo Giuseppe Fausto. Notevole è stata la presenza del pubblico cha ha gradito con lunghi applausi i brani eseguiti. L’evento si è tenuto all’interno della piazzetta del Castello dinanzi l’ingresso.

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