31/03/2026 – Questa sera ad Erice, dalle ore 19, nella chiesa di San Giuliano si terrà la scinnuta dei gruppi dei Misteri di Erice. In questo post, per chi è interessato a saperne di più, vi racconto qualcosa su questa suggestiva processione, che come tradizione uscirà il venerdì santo alle 14.30 in punto. merita. Buona lettura, se vi va.
La sensazione è di fare un tuffo indietro di parecchi secoli, forse tornando ai tempi delle “Casazza“, le rappresentazioni animate della passione di Cristo, con i figuranti che entravano dentro le parrocchie di Erice. Poi, dopo il Concilio di Trento e la controriforma, le “Casazza” vennero abolite ed al loro posto furono realizzate le statue che ancora oggi compongono i gruppi dei Misteri. Famosissimi sono quelli di Trapani, alcuni risalenti ai primi decenni del 1600, che ogni Venerdì Santo escono in processione per le vie della città.
Meno conosciuti e pubblicizzati sono invece i Misteri di Erice, altrettanto antichi ma con meno rimaneggiamenti e ristrutturazioni, visto che a differenza di quelli della città, che furono danneggiati durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, quelli del Monte non hanno subito particolari interventi e restauri, arrivando ai giorni nostri pressocché nella loro versione originaria. Mantenendo la loro semplicità, i pochi addobbi, le vare più piccole. E sarà forse anche per questo che hanno un fascino tutto loro che per certi versi li contraddistingue da quelli trapanesi.
Anticamente i gruppi uscivano dalla quattrocentesca chiesa di Sant’Orsola, nei pressi di porta Spada, per poi risalire lungo la strada che costeggia le millenarie mura elimo-puniche, la via dell’Addolorata. Una delle più belle e suggestive del centro storico ericino che per secoli ha fatto da location a questa via Crucis, che un tempo era rappresentata dai figuranti. Sempre partendo da Sant’Orsola per poi snodarsi per le vie del paese facendo tappa nelle parrocchie ericine.
Quando partirono i lavori di restauro della chiesa di Sant’Orsola i gruppi furono trasferiti nella chiesa di San Giuliano, da dove abitualmente esce ormai la processione. Per la verità qualche anno addietro il corteo religioso, una volta terminati i lavori di restauro dell’antichissima chiesa attigua a porta Spada, venne fatto partire da Sant’Orsola. Ma per salvaguardare i gruppi, piuttosto antichi e che quindi necessiterebbero di interventi di restauro, si è deciso di continuare a fare uscire la processione dalla chiesa di San Giuliano, in modo da mantenere il corteo religioso, per quanto possibile, allo stesso livello, evitando quindi la ripida e lunga pendenze della via dell’Addolorata con tutto ciò che ne consegue sulle vare, aste e sculture.
Da molti anni ormai la processione dei Misteri di Erice esce dunque dalla chiesa di San Giuliano nel pomeriggio del Venerdì Santo per percorrere la vie del borgo medievale in un’atmosfera carica di fede con il sottofondo delle preghiere dei fedeli lungo le strade selciate del paese. Il corteo religioso è immerso nei silenzi e nel magico contesto del centro storico ericino, connotandosi per il forte senso di raccoglimento. Mantenendo la sua semplicità e devozione. Ed offrendo un senso di armonia e bellezza davvero impareggiabile. La sensazione è di tornare indietro nel tempo.
I sette gruppi, che sono delle opere d’arte d’altri tempi, rappresentano i momenti della passione di Cristo, ovvero Gesù nell’orto dei Getsemani, La Flagellazione, La Coronazione di spine, l’Ascesa al calvario, il Crocifisso e l’Urna: chiude la processione l’Addolorata, un’immagine della Vergine davvero stupenda avvolta nel manto nero. I gruppi vengono portati a spalla per le viuzze acciottolate dalle borgo ma durante la sosta poggiano su delle forcelle che aiutano i portatori durante il tragitto per il basolato. Che a causa dei dislivelli e della caratteristica pavimentazione della vie ericine, costringe i portatori a cercare anche il giusto equilibrio del basolato, stando sempre attenti a dove mettono i piedi. Il movimento che ne viene fuori è davvero particolare.
È insomma una processione davvero molto affascinante, particolare e carica di significato. Ed al calar della sera, complice il gioco di luci ed ombre, diventa ancora più suggestiva, regalando davvero una pioggia di emozioni. Tra i momenti più belli c’è sicuramente il passaggio sotto l’arco di San Pietro o lo stesso rientro nella chiesa di San Giuliano, attorno alle 20, coi colori del crepuscolo che lasciano campo libero alla sera ed il paese che si immerge nelle sue magiche atmosfere notturne.
Ad inizio della processione ci sono i figuranti con addosso una tunica bianca ricamata di rosso, i colori usati dai frati della congregazione del Purgatorio mentre il corteo religioso è chiuso dal gonfalone del Comune di Erice con il sindaco ed altri rappresentanti dell’amministrazione comunale seguiti dai fedeli in processione. Le statue dei gruppi sono più piccole rispetto a quelle trapanesi ma si inseriscono perfettamente nel contesto ericino. Non c’è poi la tipica annacata a suon di banda musicale dei Misteri di Trapani, anche a causa delle continue pendenze delle stradine selciate di Erice, che rendono il trasporto decisamente più faticoso e difficile. Ma al contempo decisamente affascinante e caratteristico.
LE SCINNUTE DEI GRUPPI
Ed anche ad Erice si tiene il rito delle scinnute dei gruppi, che al Monte viene però fatto qualche giorno prima dell’uscita della processione quanto gli ericini, preparandosi al Venerdì Santo tornano sotto le aste. Dopo la messa celebrata da padre Piero Messina (alle 18) i gruppi (attorno alle 19)vengono stati spostati al centro della navata della chiesa di San Giuliano, pronti per uscire in processione. Il rito viene scandito dalle letture delle varie stazioni della via Crucis con il sottofondo delle preghiere dei fedeli in un’atmosfera carica di fede e tradizione, dove ogni gesto rimanda ad un ponte generazionale. Sotto le aste ci vanno anche tanti giovani ericini che il Venerdì Santo portano i gruppi in processione, avendo anche un gruppo tutto loro, quello dell’Urna.
In questo primo momento i gruppi vengono dunque spostati da una navata all’altra della chiesa, creando anche un suggestivo gioco di luci ed ombre sulle maestose ed imponenti mura di pietra che raccontano secoli e secoli di storia. Così come i Misteri di Erice, che sono antichissimi visto che risalgono al 1700. E sono arrivati ai giorni nostri per come vennero realizzati secoli addietro, esattamente per come vennero modellati a suo tempo mettendo assieme legno, tela e colla.
Quest’anno il corteo religioso, di cui si occupa la comunità muntisa, uscirà dalla chiesa di San Giuliano alle 14.30 in punto di venerdì 3 aprile per percorrere, in un’atmosfera molto raccolta e carica di spiritualità, le vie selciate del paese, passando per le strade più importanti del centro storico del Monte. Ogni anno la processione segue sempre lo stesso itinerario per rientrare poco dopo il tramonto, attorno alle 20.
Un’ultima cosa. Le statue sono bellissime e sembrano davvero parlare. Tanto sono espressivi nel viso e curati nei minimi dettagli, come l’immagine dell’Addolorata. Il suo volto, avvolto del manto nero, incarna il dolore di una madre straziata per la perdita del figlio. Gli altri gruppi che rappresentano i momenti della passione di Cristo, li ricordo una seconda volta, sono “Gesù nell’orto dei Getsemani”, “La Flagellazione”, “La Coronazione di spine”, “l’Ascesa al calvario”, il Crocifisso e l’Urna. Chiude la processione l’Addolorata, una stupenda immagine della Vergine avvolta nel manto nero. Di una bellezza davvero spiazzante. Come, del resto, tutta la processione che merita di essere vista ma soprattutto vissuta durante il suo viaggio per le vie di Erice in modo da coglierne tutto il suo immenso significato.
(testo e foto a cura di Mario Torrente)
Ps: le foto sono state scattate oggi prima della scinnuta