Trapani Nostra — «lavori in corso»

L'archivio della memoria di Trapani e provincia

Autore: admin

  • Trapani: Vestizione Madre Pietà dei Massari – 2026 – video di Chiara Conticello

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    nella foto la giornalista Chiara Conticello

    TRAPANI 2026 – Un video realizzato da Chiara Conticello.
    Il testo che segue è tratto dal suo post FB: Quest’anno, per diversi motivi, sto vivendo la preparazione alla Processione dei Sacri Gruppi dei Misteri in modo diverso. Anzi, direi in modo profondamente particolare.
    Questa mattina ho avuto il privilegio di assistere a un momento quasi esclusivo: la vestizione della Madonna dei Massari, con la collocazione degli ori e degli argenti.
    Un istante unico, ma soprattutto intimo.
    Siamo tutti abituati a vedere il risultato finale, ciò che sfila tra la folla e gli sguardi. Pochi, però, conoscono davvero cosa c’è dietro: lavoro silenzioso, cura nei dettagli e, soprattutto, una devozione autentica che si rinnova ogni anno…

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  • Buseto Palizzolo: 2026 – i «MISTERI» nel video di Nino Barone

    La copertina del Video
    nella foto la sistemazione della immagine della Madonna

    BUSETO PALIZZOLO 2026
    Un video realizzato da Nino Barone. Il testo che segue è tratto dal suo post FB: Quest’anno Buseto Palizzolo mi ha regalato una prospettiva diversa. Per anni ho scelto di esserci all’uscita dei Quadri Viventi, seguendo la luce piena del giorno. Stavolta, invece, ho voluto cambiare ritmo, posticipare l’arrivo e attendere il calare del sole.
    Una scelta precisa, quasi necessaria. Volevo assistere ai Misteri all’imbrunire, in quel momento sospeso in cui la luce si spegne lentamente e lascia spazio all’oscurità. È lì che accade qualcosa di unico: il gioco delle luci si intreccia con il buio del cielo e ogni scena acquista una forza diversa, più intensa, più raccolta.
    La notte sembra fatta per i Misteri. È una sensazione che conosco bene, che ho vissuto per tanti anni anche a Trapani, tra vicoli e stradine del centro storico, dove il passaggio dei gruppi sacri diventa ancora più suggestivo, quasi fuori dal tempo. Questo video nasce proprio da quella scelta: cambiare sguardo per riscoprire la stessa tradizione con emozioni nuove.

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  • Erice: Scinnuta Misteri – 2026 testo e foto di Mario Torrente

    31/03/2026 – Questa sera ad Erice, dalle ore 19, nella chiesa di San Giuliano si terrà la scinnuta dei gruppi dei Misteri di Erice. In questo post, per chi è interessato a saperne di più, vi racconto qualcosa su questa suggestiva processione, che come tradizione uscirà il venerdì santo alle 14.30 in punto. merita. Buona lettura, se vi va.
    La sensazione è di fare un tuffo indietro di parecchi secoli, forse tornando ai tempi delle “Casazza“, le rappresentazioni animate della passione di Cristo, con i figuranti che entravano dentro le parrocchie di Erice. Poi, dopo il Concilio di Trento e la controriforma, le “Casazza” vennero abolite ed al loro posto furono realizzate le statue che ancora oggi compongono i gruppi dei Misteri. Famosissimi sono quelli di Trapani, alcuni risalenti ai primi decenni del 1600, che ogni Venerdì Santo escono in processione per le vie della città.
    Meno conosciuti e pubblicizzati sono invece i Misteri di Erice, altrettanto antichi ma con meno rimaneggiamenti e ristrutturazioni, visto che a differenza di quelli della città, che furono danneggiati durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, quelli del Monte non hanno subito particolari interventi e restauri, arrivando ai giorni nostri pressocché nella loro versione originaria. Mantenendo la loro semplicità, i pochi addobbi, le vare più piccole. E sarà forse anche per questo che hanno un fascino tutto loro che per certi versi li contraddistingue da quelli trapanesi.
    Anticamente i gruppi uscivano dalla quattrocentesca chiesa di Sant’Orsola, nei pressi di porta Spada, per poi risalire lungo la strada che costeggia le millenarie mura elimo-puniche, la via dell’Addolorata. Una delle più belle e suggestive del centro storico ericino che per secoli ha fatto da location a questa via Crucis, che un tempo era rappresentata dai figuranti. Sempre partendo da Sant’Orsola per poi snodarsi per le vie del paese facendo tappa nelle parrocchie ericine.
    Quando partirono i lavori di restauro della chiesa di Sant’Orsola i gruppi furono trasferiti nella chiesa di San Giuliano, da dove abitualmente esce ormai la processione. Per la verità qualche anno addietro il corteo religioso, una volta terminati i lavori di restauro dell’antichissima chiesa attigua a porta Spada, venne fatto partire da Sant’Orsola. Ma per salvaguardare i gruppi, piuttosto antichi e che quindi necessiterebbero di interventi di restauro, si è deciso di continuare a fare uscire la processione dalla chiesa di San Giuliano, in modo da mantenere il corteo religioso, per quanto possibile, allo stesso livello, evitando quindi la ripida e lunga pendenze della via dell’Addolorata con tutto ciò che ne consegue sulle vare, aste e sculture.
    Da molti anni ormai la processione dei Misteri di Erice esce dunque dalla chiesa di San Giuliano nel pomeriggio del Venerdì Santo per percorrere la vie del borgo medievale in un’atmosfera carica di fede con il sottofondo delle preghiere dei fedeli lungo le strade selciate del paese. Il corteo religioso è immerso nei silenzi e nel magico contesto del centro storico ericino, connotandosi per il forte senso di raccoglimento. Mantenendo la sua semplicità e devozione. Ed offrendo un senso di armonia e bellezza davvero impareggiabile. La sensazione è di tornare indietro nel tempo.
    I sette gruppi, che sono delle opere d’arte d’altri tempi, rappresentano i momenti della passione di Cristo, ovvero Gesù nell’orto dei Getsemani, La Flagellazione, La Coronazione di spine, l’Ascesa al calvario, il Crocifisso e l’Urna: chiude la processione l’Addolorata, un’immagine della Vergine davvero stupenda avvolta nel manto nero. I gruppi vengono portati a spalla per le viuzze acciottolate dalle borgo ma durante la sosta poggiano su delle forcelle che aiutano i portatori durante il tragitto per il basolato. Che a causa dei dislivelli e della caratteristica pavimentazione della vie ericine, costringe i portatori a cercare anche il giusto equilibrio del basolato, stando sempre attenti a dove mettono i piedi. Il movimento che ne viene fuori è davvero particolare.
    È insomma una processione davvero molto affascinante, particolare e carica di significato. Ed al calar della sera, complice il gioco di luci ed ombre, diventa ancora più suggestiva, regalando davvero una pioggia di emozioni. Tra i momenti più belli c’è sicuramente il passaggio sotto l’arco di San Pietro o lo stesso rientro nella chiesa di San Giuliano, attorno alle 20, coi colori del crepuscolo che lasciano campo libero alla sera ed il paese che si immerge nelle sue magiche atmosfere notturne.
    Ad inizio della processione ci sono i figuranti con addosso una tunica bianca ricamata di rosso, i colori usati dai frati della congregazione del Purgatorio mentre il corteo religioso è chiuso dal gonfalone del Comune di Erice con il sindaco ed altri rappresentanti dell’amministrazione comunale seguiti dai fedeli in processione. Le statue dei gruppi sono più piccole rispetto a quelle trapanesi ma si inseriscono perfettamente nel contesto ericino. Non c’è poi la tipica annacata a suon di banda musicale dei Misteri di Trapani, anche a causa delle continue pendenze delle stradine selciate di Erice, che rendono il trasporto decisamente più faticoso e difficile. Ma al contempo decisamente affascinante e caratteristico.

    LE SCINNUTE DEI GRUPPI
    Ed anche ad Erice si tiene il rito delle scinnute dei gruppi, che al Monte viene però fatto qualche giorno prima dell’uscita della processione quanto gli ericini, preparandosi al Venerdì Santo tornano sotto le aste. Dopo la messa celebrata da padre Piero Messina (alle 18) i gruppi (attorno alle 19)vengono stati spostati al centro della navata della chiesa di San Giuliano, pronti per uscire in processione. Il rito viene scandito dalle letture delle varie stazioni della via Crucis con il sottofondo delle preghiere dei fedeli in un’atmosfera carica di fede e tradizione, dove ogni gesto rimanda ad un ponte generazionale. Sotto le aste ci vanno anche tanti giovani ericini che il Venerdì Santo portano i gruppi in processione, avendo anche un gruppo tutto loro, quello dell’Urna.
    In questo primo momento i gruppi vengono dunque spostati da una navata all’altra della chiesa, creando anche un suggestivo gioco di luci ed ombre sulle maestose ed imponenti mura di pietra che raccontano secoli e secoli di storia. Così come i Misteri di Erice, che sono antichissimi visto che risalgono al 1700. E sono arrivati ai giorni nostri per come vennero realizzati secoli addietro, esattamente per come vennero modellati a suo tempo mettendo assieme legno, tela e colla.
    Quest’anno il corteo religioso, di cui si occupa la comunità muntisa, uscirà dalla chiesa di San Giuliano alle 14.30 in punto di venerdì 3 aprile per percorrere, in un’atmosfera molto raccolta e carica di spiritualità, le vie selciate del paese, passando per le strade più importanti del centro storico del Monte. Ogni anno la processione segue sempre lo stesso itinerario per rientrare poco dopo il tramonto, attorno alle 20. Un’ultima cosa. Le statue sono bellissime e sembrano davvero parlare. Tanto sono espressivi nel viso e curati nei minimi dettagli, come l’immagine dell’Addolorata. Il suo volto, avvolto del manto nero, incarna il dolore di una madre straziata per la perdita del figlio. Gli altri gruppi che rappresentano i momenti della passione di Cristo, li ricordo una seconda volta, sono “Gesù nell’orto dei Getsemani”, “La Flagellazione”, “La Coronazione di spine”, “l’Ascesa al calvario”, il Crocifisso e l’Urna. Chiude la processione l’Addolorata, una stupenda immagine della Vergine avvolta nel manto nero. Di una bellezza davvero spiazzante. Come, del resto, tutta la processione che merita di essere vista ma soprattutto vissuta durante il suo viaggio per le vie di Erice in modo da coglierne tutto il suo immenso significato.

    (testo e foto a cura di Mario Torrente) Ps: le foto sono state scattate oggi prima della scinnuta

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  • Trapani: Processione Madre della Pietà dei Massari – tratto dalla pagina FB TrapaniSI – 31-03-2026

    Foto di Lorenzo Gigante

    La Settimana Santa Trapanese si apre il Martedì Santo con la Processione della Madonna della Pietà, detta popolarmente “dei Massari”. Il seguente testo è stato tratto dal sito www.settimanasantatp.net. Il dipinto (presunta opera di Narciso Guidone o Giuseppe Armino), risalente al XVI secolo, è incastonato in una “vara” di stile neoclassico ultimata nel 1961 da Antonino Mistretta e Vincenzo Bonomo; esso raffigura la SS.Maria Addolorata, col viso di tre quarti rivolto verso sinistra di chi guarda, su fondo scuro; nel retro raffigura una pittura del volto del Cristo impresso sul panno della Veronica. Quasi l’intero quadro è coperto da applicazioni in argento che raffigurano i segni della Passione, e una corona in argento cinge il capo della Madonna.
    La Processione cominciò ad effettuarsi verso la metà del XIX secolo e fino al 1956 ebbe luogo nelle giornate di Mercoledì e Giovedì, con le stesse modalità artistiche attuali. Attualmente, la vara viene custodita nella Chiesa del Purgatorio, sede dei Gruppi dei Misteri. Esce il Martedì Santo e viene portata a spalla dagli eredi degli ultimi massari, per le vie del centro storico, sino a Piazza Lucatelli, dove viene fatta sostare all’interno di una cappella e vegliata dai fedeli per tutta la notte e sino alla sera del mercoledì quando verso le 22.00 viene riaccompagnata nella chiesa del Purgatorio, dopo l’incontro con la Processione della Madonna della Pietà del Popolo e lo scambio dei ceri.
    Il video che avete la possibilità di vedere è stato tratto dalla pagina FaceBook «TrapaniSI» hanno commentato la diretta Lucia Galuppo, Roberto Fortunato Quarto Manuguerra e Lele Barbara, con Eros e Bruno Conforti per la parte tecnica.
    Sotto il link per visualizzare le foto della processione.

    Visualizza il video tratto dal pagina FaceBook «TrapaniSI»

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  • Video: «INNO, Unione Maestranze» musiche di Michele Gerardi, testo di Giuseppe Vultaggio – 2026

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    Si è svolto il 15 marzo presso la Chiesa del Collegio dei Gesuiti di Trapani il concerto organizzato dall’Unione Maestranze per la presentazione del nuovo “Inno dell’Unione Maestranze” composto dal M° Michele Gerardi per la parte musicale e da Giuseppe Vultaggio per il testo. La conduzione e regia della manifestazione è stata curata da Giuseppe Vultaggio mentre i brani sono stati eseguiti dalla Banda “G. Verdi” di Marausa e dal Coro Polifonico “San Pietro” con la collaborazione del Coro Diocesano “Virgo Drepanensis” di Trapani sotto la direzione della M° Carmen Pellegrino.
    Emozioni, applausi, standing ovation e consensi positivi da parte del numeroso pubblico presente, oltre seicento unità, per l’Inno dedicato ai Misteri di Trapani che promette di diventare storia e di far parte integrante della processione. Un Inno che nel testo valorizza tutte le componenti della secolare processione trapanese come Consoli, Portatori, Maestranze, Fedeli ma che pone attenzione anche ai particolari come la Ciaccola, i Ceri, la Musica.
    Tra gli interventi da menzionare quello di Giovanni D’Aleo, Presidente dell’Unione Maestranze: «Lo proporremo come inno della “Settimana Santa” siciliana coinvolgendo le altre duecentottanta rappresentazioni religiose della Regione… un inno serve a unire un popolo intero che dovrebbe operare in sintonia e vera fratellanza senza alcun tipo di polemica» e quello dell’Assessore Vincenzo Abbruscato, in rappresentanza del Comune di Trapani, che ha manifestato consenso personale per l’inno: «Avete arricchito la tradizione dei Misteri, comunque sia, piaccia o no, oggi è un giorno che segnerà la storia di questa processione e merita il plauso del popolo trapanese…».

    Visualizza il video realizzato da Maurizio Vento

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  • Video: «TRAPANI IL CASTELLO DI TERRA» di Giacomo Caltagirone – 2022

    Foto tratta da un post di Nicola Calvino su Facebook

    Sul lungomare Dante Alighieri si trova il rudere del Castello di Terra, uno dei simboli di Trapani. Le origini della struttura sono remote, leggendarie e molto forte è il legame affettivo da parte dei Trapanesi anche se molti non ne conoscono la presenza e nemmeno la storia. La sua sistemazione insieme alle vestigia delle salde mura di tramontana, che risultano ancora oggi non interamente disponibili alla visita dei flussi turistici, rappresenterebbero una convincente proposta archeologica e costituirebbero una ulteriore crescita dell’offerta turistica potendo fornire non solo una più ampia comprensione del ruolo giocato da queste strutture nella storia della comunità trapanese ma essere anche fonte di orgoglio cittadino. – Un video tratto da youtube.com, curato dal caro amico Giacomo Caltagirone.


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  • Trapani: In preparazione della Settimana Santa – si spostano le Vare – di Mirko Ditta – 2026

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    nella foto Mirko Ditta

    TRAPANI 2026 – Dal Post di Mirko Ditta su FB.
    Sabato 28 marzo 2026. #Trapani si prepara alla #SettimanaSanta e questo pomeriggio ho avuto il piacere di partecipare ad un rituale a cui non avevo mai assistito. Lo spostamento dei sacri gruppi della processione dei Misteri. Un evento più unico che raro visto che le vare quest’anno usciranno dalla chiesa del Collegio dei Gesuiti vista l’indisponibilità di quella delle Anime Sante del Purgatorio al momento interessata a lavori di ristrutturazione sulla cupola della stessa. È stato un momento intenso: assistere da pochi passi ad un lavoro minuzioso, di precisione mi ha dato un’ulteriore consapevolezza di quanto lavoro ci sia dietro e di quanto – semmai ce ne fosse bisogno – di quanto i trapanesi tengano a questa tradizione secolare che si rinnova nel tempo attraverso la passione di giovani e meno giovani. Ho deciso di realizzare questo video nella speranza, nel mio piccolo, di poter dar ulteriore lustro alla nostra bellezza. Viva Trapani, viva la sua storia, viva la processione dei Misteri. Buona visione!

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  • Video: «SALEMI: La Festa di San Giuseppe – preparazione» di Nino Barone

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    nella foto Nino Barone

    SALEMI 2026 – Dal Post di Nino Barone su FB.
    Domenica scorsa (ndr 15-03-2026) a Salemi ho vissuto una giornata intensa, fatta di presenza, osservazione e partecipazione. La Festa di San Giuseppe non è solo un evento, ma un sistema di gesti condivisi che coinvolge l’intero paese. Il borgo, già di per sé straordinario, assume un ritmo diverso: le strade si riempiono, le case si aprono, i cortili diventano luoghi di incontro. Le Cene di San Giuseppe sono il centro di tutto. Installazioni curate nei dettagli, costruite attorno ai pani lavorati a mano. Ogni elemento ha un significato preciso: il cavallo rappresenta l’intelligenza, il cane la fedeltà, il gallo il tradimento. Non si tratta solo di forme decorative, ma di simboli che raccontano una cultura antica e ancora viva. Entrare in questi spazi significa avvicinarsi a una tradizione concreta. Si osservano mani che lavorano, persone che spiegano, bambini che partecipano. La sensazione è quella di un passaggio diretto tra passato e presente, senza filtri. Salemi è considerata la capitale di questa tradizione e lo si percepisce chiaramente. Tutto è organizzato, ma nulla è freddo o distante. C’è coinvolgimento reale. I cittadini si muovono come parte di un unico contesto, ognuno con un ruolo preciso. Ho scoperto anche un elemento legato alla struttura del paese: la pietra “Campanedda”. Una pietra con una forte componente ferrosa che, se colpita con scalpello, produce un suono simile a una campana. È uno dei materiali con cui è stato costruito il borgo e aggiunge un ulteriore livello di identità al luogo. La festa conserva anche pratiche del passato, come quella dei burgisi. Una maschera utilizzata dai giovani per comunicare con la persona amata attraverso piccoli gesti e messaggi affidati a una scaletta. Oggi questa usanza è cambiata e si traduce nella distribuzione di caramelle, ma resta il segno di una tradizione che si adatta nel tempo. Le Cene dei Santi rappresentano uno dei momenti più significativi. I protagonisti sono bambini che interpretano la Sacra Famiglia. Attorno a loro vengono preparate 101 pietanze. Un numero che richiama l’idea di abbondanza, legata al lavoro nei campi e al rapporto con la terra. Quello che resta è la sensazione di aver preso parte a qualcosa di autentico. Non uno spettacolo, ma una realtà vissuta da chi la custodisce ogni anno con attenzione e responsabilità. Un ringraziamento sincero a Rosanna Sanfilippo, presenza attenta e guida preziosa durante tutta la mattinata.

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  • Libri: «STORIE VERE DI VITA» di Maria Martines – 2026

    Dalla prefazione dell’autrice:  Il presente libro Storie vere di vita è una silloge di racconti, tratti da libri già pubblicati online e reperibili gratuitamente (www.tra-paninostra.it), e riguardanti esperienze e testimonianze di perso-ne a me vicine o incontrate in varie occasioni e – più ricorrentemente – di fatti avvenuti nella mia vita. I brani sono stati scelti dalla trilogia Un teorema di Dio e dai volu-mi della serie La maestra racconta…, via via citati, rispettivamente, nel libro. … – Ringrazio l’autrice per avermi dato la possibilità di inserire il libro nel sito e Silvio Piazza – QUICK service per avermi inviato i files utili.

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  • Libri: «Aprile che allegra Pasquetta» nuovo capitolo del libro “aperto” di Michele Russo – 2026

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    Una aggiunta al libro “aperto” di Michele Russo, una nuova ricerca che l’autore vuole mettere a disposizione dei lettori. «Aprile che allegra Pasquetta» è il titolo di questa ricerca realizzata nel mese di Marzo 2026.

    leggi la ricerca nel libro aperto

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  • Edicola: «LIBECCIO» Anno 1 – nr. 03 – Ottobre 1960

    Continuiamo l’inserimento del giornale all’interno dell’edicola,
    periodico bimestrale
    LIBECCIO Rassegna dei problemi siciliani.
    Direttore Responsabile: Dino Grammatico
    Redattore: Gino Solitro
    Stampato dalla Lito-tipografia CARTOGRAF
    (clicca sul logo per visualizzarlo e leggerlo)
    Ringrazio Angela Grammatico e il Dott. Giuseppe Di Marco, per avermi proposto e fornito le copie del giornale.

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