
Testo dal post di Mario Torrente:
La Colombaia, in restauro, vista dal mare
La Colombaia vista dal mare mentre sono in corso i lavori di restauro di questo importantissimo e antichissimo monumento, simbolo della città di Trapani e del suo legame con il mare. Un luogo autenticamente del cuore e dell’identità della comunità trapanese che caratterizza il paesaggio da più prospettive: dal porto, dalle saline, dal Lazzaretto. E che dà il benvenuto a chi arriva dal mare. O è in partenza. Un punto di riferimento per generazioni di trapanesi. Una sentinella di pietra nel centro del Mediterraneo che da secoli veglia sul mare, sulle rotte dei naviganti e sulla storia della città e della sua gente. Un fortezza che, nonostante i decenni di abbandono e degrado, conserva ancora il fascino di un monumento capace di attraversare il tempo. Ed il suo immenso valore nell’ambito del patrimonio storico e culturale siciliano.
Per anni il suo recupero è stato portato avanti dall’associazione “Salviamo la Colombaia”, che per tanti anni ha mantenuto viva l’attenzione sul Castello di mare di Trapani, sollecitandone il recupero e la valorizzazione. Ed in questi mesi, mentre è in corso il cantiere per il suo restauro, ho pensato molto al suo storico presidente, Luigi Bruno, che purtroppo non è più tra noi. Impossibile non ricordare il suo impegno, la sua dedizione, i modi gentili e garbati e la serietà nel portare avanti la battaglia per il recupero della Colombaia assieme all’intero gruppo dell’associazione. E tra tutti voglio citare Wolly Cammareri, sempre in prima linea quando c’era da parlare della Colombaia. Sempre pronto ad uscire per intervistare, raccontare e realizzare servizi per il tg di Telesud. Ricordo ancora quando andai a fotografarlo con microfono di Telesud e sfondo Colombaia. Proprio per legare, con orgoglio e senso di appartenenza, la sua immagine, la sua attività e professione con la Colombaia.
Luigi e Wolly purtroppo non ci sono più. Ma sono sicuro che, se fossero ancora tra noi, avrebbero continuato a tenere viva l’attenzione sui lavori di recupero del Castello di mare di Trapani, proseguendo il loro impegno con iniziative pubbliche, attività di informazione, proposte e richiami rivolti agli enti competenti. Non avrebbero mollato di millimetro la presa fino a conclusione lavori. Ogni tanto, tra una pagaiata e l’altra mentre sono in canoa, me li immagino a fare sopralluoghi, andare negli preposti, contattare l’impresa che sta eseguendo i lavori. Sempre all’insegna dell’impegno civico e dell’amore per Trapani ed il suo luogo simbolo.
Oggi, invece, di Colombaia, nonostante l’avvio del cantiere e l’avanzamento dei lavori, se ne parla poco. Quando invece andrebbero tenuti accesi i riflettori su questa antichissima fortezza, l’intero isolotto, la sua torre ottagonale ed il suo futuro.
Piuttosto, una volta restaurata, nell’ambito della destinazione una volta conclusi i lavori, magari si potrebbe ricordare l’impegno di chi, per anni, ha portato avanti la battaglia per il suo recupero. Anche un allestimento, con foto e testi, in una stanza per non dimenticare chi è stato in prima linea quando la Colombaia si trovava in condizioni di degrado e abbandono.
Ricordo che Luigi Bruno, aveva un piccolo desiderio: quello di vedere una stanza per l’associazione “Salviamo la Colombaia”. Una volta ne parlò proprio in redazione a Telesud assieme a Wolly. Ecco, forse questo sarebbe un modo per tenerne viva la memoria e non dimenticare l’impegno di chi non si è mai arreso, continuando a chiedere di salvare la Colombaia, mentre lo storico castello rischiava di crollare e la Torre Peliade presentava una pericolosa lesione.
Certo, negli anni c’è stato l’impegno, anche dal fronte politico, per mettere in sicurezza la fortezza. E poi arrivare al suo restauro, grazie al finanziamento di 27 milioni di euro arrivato dal Pnrr. Impensabile fare l’elenco di quanti si sono impegnati, a vario titolo, a più livelli, ed anche nell’ambito di “Salviamo la Colombaia”. Quel gruppo era composto da più persone, tutte mosse dall’amore per la Colombaia e dal desiderio di dare qualcosa per non farla perdere. Ma è giusto e doveroso ricordare chi non c’è più ma che mentre era in vita ha mostrato un grande impegno civico.
Come giusto e doveroso è richiamare le iniziative, portate avanti per anni, della delegazione di Trapani del Fai, il Fondo per l’ambiente italiano. Tra l’altro la Colombaia venne inserita nella campagna nazionale “I Luoghi del Cuore”. Una mobilitazione, che vide anche la raccolta di migliaia di firme, che spostò l’attenzione sulle condizioni della fortezza trapanese a livello nazionale. Ecco, anche il ruolo del Fai meriterebbe di essere ricordato in uno spazio dedicato all’impegno dei cittadini che per decenni hanno continuato a chiedere il restauro della Colombaia. Perché questa vicenda dimostra quanto possano essere importanti la partecipazione dei cittadini e l’attività delle associazioni, di un gruppo, dei volontari, di chi tiene alla propria città e di ne ha a cuore le sorti, nella difesa del patrimonio culturale, mantenendo alta l’attenzione per salvaguardare luoghi e monumenti che rischiano di andare perduti. Fortunatamente la Colombaia si prepara adesso a rinascere a nuova vita. E nel suo bagaglio di memoria, carico di oltre 2 mila anni di storia, adesso ci sono anche tutti i trapanesi che si sono battuti per salvarla.
Detto ciò, grazie per il tempo che avere dedicato alla lettura di questo post. Se vi va, dite la vostra. E di sotto condivido con voi un video con le immagini girate in “kayakcam” attorno alla Colombaia ed al suo isolotto…
Buona visione se vi va…
Visualizza il video di Mario Torrente: La Colombaia, in restauro, vista dal mare.
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