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Festa Maria SS dei Miracoli – Alcamo

Copertina libro IMPROBABILI PARTENZA di Giuseppe Ingardia

Festeggiamenti in onore di Maria SS dei Miracoli
Padrona di Alcamo

UN APPUNTAMENTO CON LA FEDE


Alcamo è una città ricca di tradizioni storiche che affondano le loro radici soprattutto nella cultura religiosa Mariana. Diversi sono i luoghi di culto dedicati alla Madonna e diversi sono anche gli appuntamenti per comunicare la gran fede alla nostra Patrona a cominciare del pellegrinaggio al Santuario a Lei dedicato per tutto il mese di maggio, molte donne ancora scendono a piedi scalzi e recitando il Santo Rosario.
L’appuntamento più importante, è certamente La festa della Madonna dei Miracoli che quest’anno si svolge dal 15 al 21 giugno.

Copertina libro IMPROBABILI PARTENZA di Giuseppe Ingardia


Molti sono i nostri emigranti che scelgono di ritornare ad Alcamo in questo periodo proprio per partecipare alla grande festa ma si è registrato anche un forte aumento di presenze turistiche che oltre ad assistere alle importanti manifestazioni organizzate dal comune hanno la possibilità di visitare il territorio ricco di monumenti esiti archeologici.
Si ricorda il ritrovamento di una pittura della Vergine dopo il miracolo delle pietre che hanno guarito alcune popolane presso il torrente a Nord della città, avvenuta il 21 giugno 1547.
In passato, durante i giorni della festa, si conducevano in pellegrinaggio al Santuario anche gli animali da lavoro, erano benedetti anche i cavalli che partecipavano alla corsa che si svolgeva lungo il corso durante i tre giorni di festa.
Oggi costituisce la maggiore festività religiosa e folkloristica alcamese, oltre alle manifestazioni musicali e sportive, troviamo anche le corse dei cavalli, che risalgono addirittura al XVI secolo, da alcuni anni sospese, e altre manifestazioni culturali.
I festeggiamenti si finiscono con i tradizionali fuochi d’artificio che iniziano quando la statua di Maria SS. dei Miracoli fa ritorno nella chiesa Madre, verso mezzanotte.

STORIA DEL RITROVAMENTO DELLA
SACRA IMMAGINE DI MARIA SS. DEI MIRACOLI

Copertina libro IMPROBABILI PARTENZA di Giuseppe Ingardia

Il ritrovamento dell’immagine di Maria Santissima dei Miracoli è un momento fondamentale per la storia di Alcamo.
Intorno all’anno mille, dalla cima del monte Bonifato gli alcamesi si erano trasferiti alle falde dello stesso monte, creando un casale nei pressi dell’attuale quartiere San Vito.
La popolazione del tempo avrà scelto sicuramente questo luogo per l’abbondanza delle acque e per la fertilità del terreno.
Giù nella valle, un arco di mulino, era chiamato” la cuba”.
Un ignoto pittore del secolo XIII vi avrebbe dipinto l’immagine della madonna.
Quando il mulino cadde in rovina, la boscaglia s’infittì tutt’attorno tanto da nascondere l’icona della Vergine, che fu presto dimenticata.
La tradizione vuole che il 21 giugno 1547 alcune donne, che erano intente a lavare i loro panni presso un ruscello vicino alla cuba, fossero colpite da pietre scagliate dal boschetto sovrastante. Le donne pensarono a uno scherzo di cattivo gusto da parte di malintenzionati.
Cessata la prima scarica, ne incominciò un’altra; le donne con meraviglia si accorsero che oltre a non procurare dolore alle parti colpite, le pietre ridavano la salute a quelle di loro che erano inferme.
Alcune di queste, rimaste in un primo tempo esitanti e confuse, pensarono di denunziare il fatto alle autorità locali.
Salite in città chiesero aiuto contro quei presunti giovinastri.
La notizia in poco tempo si propagò per tutto il paese, tanto che le autorità decisero di abbattere il bosco per scoprire i “malfattori”; ma non trovarono alcuno.
Ancora più intense si fecero le ricerche, finché fu rinvenuta, nascosta in una cappelletta, l’icona della Vergine. Alla sua vista tutti furono presi da profondi sentimenti di gratitudine, di gioia, e da un grande entusiasmo.

(NDR: tratto dal libro di Carlo Cataldo “Il giardino di Adone”)

LA PAROLA AL SINDACO

Copertina libro IMPROBABILI PARTENZA di Giuseppe Ingardia

Ognuno di noi coltiva un sogno
Il mio, ma sono certo anche il vostro, è quello di contribuire a far si che la nostra città sia sempre più accogliente e ospitale.
Dopo l’inaugurazione della villa di piazza Falcone e Borsellino, oggi un altro tassello del mio sogno si è avverato, consegno con grande gioia alla città di Alcamo la struttura del collegio dei Gesuiti restaurata e in tutto il suo splendore, e la consegno, consapevole che essa diventerà un polo culturale importante che fino ad oggi mancava, e l’affido proprio durante i festeggiamenti di Maria Santissima dei Miracoli affinché benedica quest’ opera e tutti quelli che ne usufruiranno per sempre.
Per questo i festeggiamenti in onore di Maria Santissima dei Miracoli, acquistano un nuovo significato, la città cresce, cambia, una trasformazione che ha causato cambiamenti strutturali in diverse aree con interventi di recupero e di riqualificazione del territorio, cambiamenti integrati in un percorso di valorizzazione di tutte le potenzialità per un complessivo miglioramento della qualità della vita.
La nostra festa, la festa degli alcamesi, sia anche un momento di riflessione sui progetti che abbiamo per i nostri figli; quale futuro ma soprattutto che città desideriamo lasciare loro, ed è su questo che la mia amministrazione punta, lasciare una città bella ma soprattutto vivibile e a misura d’uomo.
Fino alla fine del mio mandato lavorerò per questo.
Ancora non tutto è stato fatto e per questo ci affidiamo anche quest’ anno alla nostra Patrona affinché benedica il popolo di Alcamo, il nostro lavoro,le nostre famiglie e ci illumini e ci guidi sempre nella giusta direzione.
Buona festa e felice estate a tutti.

Il Sindaco Giacomo Scala

FESTA IN ONORE DI MARIA SS. DEI MIRACOLI 2009

Copertina libro IMPROBABILI PARTENZA di Giuseppe Ingardia

La parola. all’Assessore Gianluca Abbinanti
Il mese di Giugno per Alcamo è tradizionalmente carico di attesa per i festeggiamenti in onore di Maria SS. Dei Miracoli, Patrono della Città.
Organizzare lo festa principale della nostra Città non è facile, ogni anno le difficoltà si rinnovano ed ogni volta è come se fosse lo prima volta per far sì tutto vada per il verso giusto, ma soprattutto, di anno in anno, le risorse a disposizione divengono sempre più esigue, eppure lo devozione,la passione e l’entusiasmo che si respirano nell’aria permettono di superare le difficoltà contingenti.
Quest’anno in particolare, l’attesa è più grande, più ricca di contenuti, perché in occasione della Festa in onore di Maria Santissima dei Miracoli, quest’Amministrazione consegnerà ( mercoledì 17 Giugno) ai cittadini alcamesi e non solo, l’ex collegio dei Gesuiti, restaurato nella sua antica bellezza; il Collegio Gesuitico avrà un ruolo fondamentale, una sorta di chiave d’ingresso nella vita culturale della nostra città che ospiterà, oltre alla Biblioteca Comunale, una pinacoteca con quadri e sculture finora mai valorizzati.
Restituire alla collettività l’edificio gesuitico, in disuso da troppi anni, significa intendere lo collettività quale comunità che, intorno alla cultura trova sia un’unità ideale che spazio/ geografica, il Collegio Gesuitico infatti è allocato nella principale piazza alcamese, Piazza Ciullo.
Naturalmente, l’attesa non è soltanto per l’evento del 17 Giugno che sarà coronato dal Concerto dell’Orchestra Sinfonica Siciliana ma anche per le diverse e svariate manifestazioni nonché spettacoli organizzati dal Comune in occasione della Festa che si apre il16 con una nota di colore “differente” una giornata dedicata alla promozione della raccolta differenziata.
Indubbiamente, saranno contenti i giovanissimi che potranno assistere al concerto di Marco Carta, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo; entusiasti certamente, i bambini catturati dalla magia che sanno creare e trasmettere gli Artisti di Strada, ormai da un decennio appuntamento fisso della Festa; non saranno delusi gli sportivi, poiché tante sono le gare in programma; ed ancora, il folk, lo danza latino-americana con lo presenza del noto ballerino Raimondo Todaro, infine il cabaret con Antonio Pandolfo e il grande Sergio Friscia.
Sette giorni ricchi di manifestazioni culturali, sportive, ricreative, religiose che, come ogni anno, coinvolgeranno gli alcamesi tutti, i turisti già presenti nel nostro territorio ed anche i comuni vicini, poiché lo Città diventa nelle giornate di Festa, polo di attrazione per i comuni del Golfo di Castellammare.
Ultima nota ma lo più importante, lo Festa è si dei cittadini, della Città, dell’ Amministrazione ma è dedicata, nello spirito e rivolta nel rispetto e nella celebrazione, a Maria Santissima dei Miracoli affinché protegga e benedica sempre lo nostra gente che l’ha scelta come Patrono della Città.

Assessore Gianluca Abbinanti

NOTIZIE SULLA CITTA’ DI ALCAMO

Copertina libro IMPROBABILI PARTENZA di Giuseppe Ingardia

Alcamo, è una Città della provincia di Trapani piena di fascino, con i suoi monumenti, le sue bellezze naturali, le sue chiese, la sua storia in parte ancora misteriosa.
Alcune chiese di Alcamo hanno un grande richiamo turistico per la monumentalità architettonica e per la ricchezza delle opere d’arte che si trovano dentro.
La città è circondata da edifici sacri mariani dedicate alla madre di Dio: Madonna del Fiume, delle Grazie, del Ladro buono, dell’Alto, del Riposo, della Catena e il Santuario di Maria SS. dei Miracoli.
I monumenti più importanti della città di Alcamo sono concentrati tutti nel centro storico e si possono visitare tranquillamente a piedi.
Partendo da Porta Palermo (1616), si possono ammirare subito due splendidi bassorilievi su tema del contrasto di Ciullo D’Alcamo dello scultore alcamese Nicola Rubino (1961), entrando nel corso 6 Aprile (corso stretto), e percorrendo pochi metri troviamo la Chiesa di San Francesco D’Assisi, dove all’interno ci sono alcune pregevoli sculture cinquecentesche di Antonello Gagini, subito dopo incontriamo una piccola Chiesetta dedicata ai Santi Medici Martiri, San Cosma e San Damiano, qui si possono ammirare le due splendide sculture di Giacomo Serpotta, la Carità e la Giustizia, poco distante ecco il portale della ex Chiesa di San Tommaso, è realizzato con un’insieme di archi a sesto acuto di ampiezza progressivamente degradante in stile gotico che lo rendono unico nel suo genere.
Di fronte alla posta centrale nella via De Ballis si trova la Torre De Ballis, che è stata realizzata verso la fine del 400, ritornando nel corso stretto,sempre a sinistra, si può visitare la Chiesa di Maria Santissima del Soccorso, dove all’interno si conservano ancora stucchi di Nicolò Curti, pochi metri ancora ed ecco che appare in tutta la sua bellezza la Basilica di Maria Santissima Assunta (Chiesa Madre), L’edificio, fu totalmente ricostruito nel XVII secolo (la facciata nel 1786) e della costruzione originaria, risalente a tre secoli prima, rimane soltanto il campanile ornato di bellissime bifore e con, alla base, un portale marmoreo del 1499.
L’interno a pianta basilicale è suddivisa in tre navate da colonne di marmo rosso proveniente dalle cave che esistevano su Monte Bonifato; la volta venne affrescata dal pittore fiammingo Guglielmo Borremans tra il 1736 e il 1737.
Vi si custodiscono alcune interessanti opere d’arte fra cui sculture di Antonello Gagini e scuola.
Nella navata laterale si trova anche una antica cappella affrescata, che è stata scoperta ultimamente durante gli ultimi restauri.
Di fronte alla Chiesa Madre, di chiara architettura gotico-catalana, c’è l’ex Chiesa di San Nicolò di Bari, adesso sede dell’ufficio pubbliche relazioni del comune, poco più avanti ecco Piazza Ciullo, dove ha sede il Palazzo di Città ed altre due splendide Chiese quella di Sant’Oliva e quella del Collegio.
Sant’Oliva, settecentesca.
L’esterno piuttosto grezzo non fa onore all’interno che si presenta spazioso ed elegante, arricchito da stucchi e da belle sculture della famiglia Gagini, notevolissima la statua di Sant’Oliva e il gruppo dell’Annunciazione.

Copertina libro IMPROBABILI PARTENZA di Giuseppe Ingardia

Realizzata nel 1533, fu oggetto di varie trasformazioni, fino ad arrivare all724 quando l’architetto Giovan Biagio.Amico le conferì l’attuale impianto ad aula.
Gli stucchi furono eseguiti tra il 1756 e 57 da Gabriele Messina.
Tra il 1771 e il 1775, Francesco e Giuseppe Russo lavorarono agli stucchi e ai mosaici della volta, che furono distrutti da un incendio avvenuto nel 1987.
La tela posta sull’altare maggiore è Di Pietro Novelli, e raffigura le Anime del Purgatorio del 1639.
Sempre in continua evoluzione, oggi si possono ammirare le due modernissime porte bronzee, l’altare maggiore, il battistero e l’ambone, realizzate dall’architetto alcamese Vincenzo Settipani.

Chiesa del Collegio, la chiesa dei Gesuiti occupa una posizione di privilegio nella piazza principale di Alcamo.
Realizzata tra il 1684 e il 1764 , ha una pianta ad aula con transetto.
All’interno è custodito un dipinto posto sull’altare maggiore raffigurante la Circoncisione (1797) del pittore Giuseppe Renda.
La facciata è serrata da due campanili che ne esaltano lo slancio.

Palazzo Comunale. La sua costruzione risale al 1843 ma fu ultimato nel 1865 e gli uffici vi s’installarono nel 1866.
Il prospetto di stile neoclassico fu completato di decorazioni nel 1950.
A piano terra si aprivano tre porte, mentre oggi ci sono due finestre ad arco ed un ingresso principale al centro.
Al primo piano vi sono tre balconi con ballatoi e mensole in pietra intagliata, ringhiera in ferro battuto.

Chiesa di SS. Paolo e Bartolomeo. Questa chiesa rappresenta la più alta espressione del Barocco alcamese. Pianta a croce latina, di stile barocco, con tre navate, presenta un’abside a forma rettangolare.
E importante vedere gli stucchi di Vincenzo Messina, le pitture di Antonino Grano e la “Madonna del Miele”.
La chiesa è sfarzosamente decorata con stucchi, motivi floreali, foglie d’acanto, leoni alati, figure simboliche; sono presenti anche diverse reliquie e oggetti d’arte antichi di notevole importanza.

Castello dei conti di Modica.
II castello fu costruito nel 1350 sotto Enrico e Federico Chiaramonte per difendere un territorio per loro importante.
Dal 1410 il castello divenne proprietà dei Cabrerà conti di Modica, ai quali appartenne fino al 1812 per il declino del potere feudale.
In epoche diverse il castello e stato utilizzato per diversi usi: carcere, stalla, uffici comunali ecc. e purtroppo i vari ambienti interni sono stati gravemente modificati.
Nel 1828, il Comune di Alcamo si impossessò del Castello.
Il castello è a forma romboidale con quattro torri alternate, due quadrate negli angoli dei perimetri murari delle cinte e due circolari di buon diametro e altezza, unite da larghe cortine.
Nella torre quadrata, denominata Maestra perché più alta delle altre tre, si rinchiudevano i prigionieri per la tortura, nella seconda circolare si ammira uno stemma con un’aquila con una corona sul capo e la testa rivolta a sinistra forse appartenuto a Federico II o ai Peralta, nella terza quadrata vi erano i locali per le sentinelle e nella quarta gli alloggi per i sovrani di passaggio.
Il castello con l’ultimo restauro, che si è concluso nel giugno del 2000, ospita diverse attività come l’enoteca regionale siciliana che è una struttura pubblica avente il compito di promuovere la produzione vinicola regionale, sia con attività di presentazione e valorizzazione dei prodotti verso il mercato dei consumatori.
Chi viene ad Alcamo si innamora del suo clima sempre mite, della sua cucina mediterranea ricca e gustosa, dei suoi dolci, dei suoi vini, ma soprattutto della cordialità della sua gente.
Ai visitatori Alcamo può offrire veramente molto; Alcamo marina con la sua lunga spiaggia di sabbia finissima ed un mare dai fondali sabbiosi e bassi adatta a tutti, su monte bonifato la riserva naturale del Bosco d’Alcamo, interessante, oltre per la sua torre saracena che si erge sulla vetta, anche per i suoi percorsi archeologi ci, a pochi chilometri dal centro abitato si trovano due piscine di acque termali curative dove c’è la possibilità anche di fare i fanghi termali, mentre in città due centri benessere con piscina, La Fenice e Area 51 aperti tutto l’anno.
Da Alcamo si possono raggiungere facilmente i siti archeologici più importanti della Sicilia occidentale come: Segesta, Monte Jato, Selinunte, le Cave di Cusa, e le città d’arte come Erice e Monreale.
Alcamo è facilmente raggiungibile sia dall’aeroporto di Trapani Birgi e dall’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo.

Benvenuti ad Alcamo

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ITINERARI

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ITINERARIO STORICO
I principali monumenti e le opere d’arte più importanti si concentrano dentro il centro storico della città che si sviluppa a nord e a sud del Corso stretto, Corso VI Aprile.
Il Castello del Conti di Modica costruito dal fratelli Federico ed Enrico Chiaramonte intorno al 1350 ebbe funzione di fortezza a difesa dell’insediamento feudale.
La chiesa di San Tommaso costruita intorno al 1450 è la più importante costruzione gotico-catalana della città.
Nella Basilica di Santa Maria Assunta, edificata nel 1332 si custodiscono numerose opere di gran valore artistico e storico, gli affreschi e i dipinti del fiammingo Borremans, il Crocefisso di Antonello Gagini e la statua della Madonna dei Miracoli patrona di Alcamo realizzata da Lorenzo Curti.
Tra i monumenti da visitare c’è anche la chiesa di San Paolo e Bartolomeo alta espressione del barocco alcamese.

ITINERARIO ARCHEOLOGICO
Molti Archeologi, tra cui il prof. Hans Peter Hisler, che da anni scava sul monte Jato portando alla luce
l’antica città di Jaitas, ha dichiarato: “su monte Bonifato sotto la secolare pineta potrebbero trovarsi i resti
di un’importante città Elima addirittura antecedente alla più famosa Segesta” la convinzione nasce dalla
posizione strategica della montagna che domina a nord tutto il golfo di Castellammare a sud tutto
l’entroterra fin oltre Corleone ad ovest il fianco di monte Inici fino a Segesta mentre ad est tutta la valle
di Partinico e dello Iato. L’ipotesi più fantastica è quella che, sbarcati a Castellammare il popolo Elimo ha
fondato primo insediamento in assoluto della Sicilia e dopo altre città tra cui anche Segesta avamposto della città di monte Bonifato.
Sull’antico insediamento sulle rovine fondarono un’altra città con cima la torre detta Saracena.

ITINERARIO NATURALISTICO
La riserva di Monte Bonifato si estende 201 ettari ed è costituita al 90% da bosco. Tutta l’area è stata recentemente sottoposta a vincoli di protezione
ambientali. All’interno della riserva sono stati predisposti dei sentieri per una migliore fruizione del patrimonio naturale da parte dei visitatori,
ed è stato istituito un servizio gratuito di guida ambientale.
All’interno della riserva si possono vedere diversi tipi di piante durante il periodo delle molteplici varietà di orchidee.

LE FOTO DELLA CALATA

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