Il seguente Testo è di Mario Torrente: Secondo la leggenda, il quadro della Madonna di Custonaci sarebbe arrivato dal mare a bordo di un veliero scampato da una tempesta. C’è poi un’altra storia, anche questa carica di fede e devozione, che inizia da una piccola cappella a Linciasella per arrivare fino a Trapani passando da Erice, al tempo in cui si chiamava Monte San Giuliano, abbracciando quindi tutto l’Agroericino, il suo Monte per arrivare al mare della città falcata.
Buona lettura… se vi va…
Questa è la settimana dedicata ai festeggiamenti in onore della Madonna di Custonaci. E ieri, a Cala Buguto, alle pendici di Monte Cofano, si è tenuta la rievocazione dello sbarco del quadro di Maria Santissima mentre oggi ad Erice si terrà il corteo dei sindaci dell’Agrodricico e la cerimonia di consegna della chiavi. Come tradizione domani, ultimo mercoledì del mese di agosto, a Custonaci e ad Erice usciranno le due processioni, un momento religioso molto sentito in tutto l’Agroericino e che porta indietro di secoli arrivando fino al cuore del centro storico di Trapani. Anche qui, nel tempo che fu, c’era un antichissimo quadro della Madonna di Custonaci, a quanto pare risalente al 1520, che i trapanesi d’allora chiamavano “Madonna della pioggia”, invocata contro “folgori e tuoni”.
Secondo la tradizione a Trapani, nei periodi di siccità, arrivava la pioggia solo quanto la Madonna veniva invocata come Maria Santissima di Custonaci. E l’originalità del quadro, secondo quanto tramandato e riportato da diversi autori del tempo, per secoli fu causa di rivalità tra trapanesi e muntisi, con reciproche accuse di avere copiato il loro quadro. Oltre alle contese tra ericini e custonacesi per i trasporti, c’erano dunque anche attriti sul versante Trapani, dove il quadro di Maria Santissima venne venerato per secoli in una piccola chiesa del 1500 che si trovava nella strada oggi chiamata via Custonaci. Proprio per la presenza della chiesa dedicata a Maria Santissima di Custonaci. Ma quell’immagine, purtroppo, andò distrutta nell’incendio del 1817 causato dallo scoppio di un deposito di munizioni che si trovava affianco alla chiesetta, che venne distrutta assieme al quadro, di cui resta però un’immagine riprodotta in un atto del 1848 di un notaio ericino.
In questo disegno traspare la somiglianza della Madonna della pioggia trapanese con l’altorilievo ligneo custodito oggi nel Museo del Santuario di Custonaci, un’immagine antichissima, risalente al 1400, e che potrebbe essere la copia di un affresco medievale che si trovava nella cappella della Linciasella, dove secondo quanto scritto dal professore Salvatore Corso, potrebbe essere iniziato il culto di Maria Santissima.
Questa storia, secondo le ricerche fatte da Corso, che ha studiato documenti, atti e letto le fonti storiche di diversi autori, di cui parla nei suoi libri, inizia nel 1167 con l’arrivo nella cappella rupestre di “Tutti i Santi”, nella riviera di Bonagia, degli eremiti di Santa Maria del Bosco di Palazzo Adriano in base ad un privilegio di Guglielmo il buono. Fu con loro che partì una vera e propria bonifica agricola della zona.
Siamo nei pressi del fiume Custonaci, vicino a dove c’era il ponte Romano, dove originariamente sorse la cappella di “Tutti i Santi”, da cui deriva proprio il toponimo di Bonagia e che gli eremiti di Santa Maria del bosco di Palazzo Adriano restaurarono. La chiesa venne quindi dedicata a Santa Maria ed al suo interno c’era un affresco della Madonna realizzato da un eremita. Ne parla espressamente Vito Carvini. Fu così che si andò radicando il culto della Madonna della Linciasella, le cui prime donazioni risalgono al 1422. E che arrivavano sia da Trapani che dalla città del Monte San Giuliano.
Tant’è che con un atto del 24 novembre del 1451 gli ericini chiesero al pittore marsalese Johannes de Ruri Marsaliae una copia dell’affresco venerato nella cappella rupestre della Linciasella. Un anno dopo, esattamente il 24 novembre del 1452, al pittore marsalese venne dato un secondo incarico per dipingere nella Matrice di Erice un affresco di cui oggi restano solo pochi frammenti nella chiesa Madre di Erice. Non si sa invece se la copia della Madonna delle Linciasella, commissionata nel 1451, venne realizzata o meno. O se fu poi trasformata in altro, con delle ridipinture sovrapposte, o se andò persa.
Di questa prima tavola della raffigurazione iconografica di Santa Maria di Custonaci, come riportato da Salvatore Corso nelle pagine del suo libro “Trapani una cristianità d’Africa”, non si sa nulla. L’unica cosa che è arrivata a noi di quel lontano passato e l’altarolo ligneo custodito oggi nel museo del Santuario di Custonaci e che forse potrebbe essere una copia dell’originario affresco della cappella della Linciasella. E dunque questa la prima e più antica raffigurazione di Santa Maria di Custonaci arrivata ai giorni nostri dall’affresco medievale frutto della mano di un eremita?
Di sicuro c’è che questa resta una storia piuttosto affascinante e che abbraccia almeno sette secoli di storia, se non di più, da Custonaci fino a Trapani. Arrivando fino a Marettimo, visto che nella più lontana delle Egadi c’è una copia del quadro della Madonna di Custonaci sbarcata nell’isola nel 1800 con i preti muntisi mentre il quadro originario, datato 1471 o 1521, resta custodito nel meraviglioso santuario di Custonaci, dove dagli anni Trenta, dopo cinque secoli di trasporti e annesse controversie, non si può più spostare.
Come riportato dal professore Corso nei suoi scritti, il primo trasporto del quadro ad Erice venne fatto nel 1568, partendo proprio dalla cappella della Linciasella. A breve ne seguirono altre quattro: nel 1571, nel 1574, nel 1575 e nel 1576. E durante il “viaggio” della Madonna nei sentieri e trazzere dell’Agroericino fino alla città del Monte, nella cappella della Linciasella, a quanto pare, restava una copia del quadro datata 1541, con le prospettive alle spalle della Vergine che richiamavano proprio la posizione della cappella della Linciasella. Ma quella tavola fu successivamente cancellata con della vernice per diventare un porta del nuovo Santuario realizzato a Custonaci tra il 1575 ed il 1577, inizialmente come fortezza, lontano dal mare in una posizione strategica a difesa degli attacchi dei pirati.
La cappella della Linciasella era invece troppo esposta al rischio di incursioni e quindi si decise di puntare sulla costruzione di un nuovo edificio, più sicuro e lontano dalla costa con una torre in grado di segnalare con fumi e fuochi l’arrivo dei pirati. Quella fortezza, nei secoli, divenne il Santuario che conosciamo oggi. Ma al suo interno interno si possono ancora vedere i resti dell’originaria struttura costruita con scopi difensivi. E attorno a quella fortezza via via andarono sorgendo le prime case per ospitare i pellegrini che venivano a rendere omaggio all’immagine della Madonna, che secondo la leggenda sarebbe arrivata dal mare sbarcando a Cala Bukuto. E che quasi sicuramente arrivò davvero dal mare, la via di comunicazione più utilizzata in quel tempo, secondo gli studiosi dopo essere stata realizzata in una bottega riconducibile alla scuola di Antonello da Messina.
Inizialmente questo quadro potrebbe essere stato portato proprio nella cappella della Linciasella per poi andare nella nuova fortezza-santuario di Custonaci, in una posizione più sicura. Il condizionale è d’obbligo, ma resta un’ipotesi. E quando iniziò a fare su e giù dal Monte, al suo posto veniva messa la tavola del 1541, poi diventata porta e ritrovata di recente dall’arciprete Rosario Vanella. Dopo essere stata restaurata, adesso è possibile ammirare questo antichissimo quadro nel Museo del Santuario assieme all’altorilievo ligneo che probabilmente porta indietro nel tempo all’affresco realizzato da un eremita nella cappella della Linciasella. E che potrebbe avere ispirato la raffigurazione della Madonna della pioggia trapanese, ovvero la Madonna di Custonaci che per tre secoli è stata custodita nella piccola chiesa del centro storico di Trapani.
Nello stesso punto dove oggi sorge la chiesa di Maria Santissima di Custonaci, ricostruita dopo l’incendio che nel 1817 distrusse l’originaria chiesa del sedicesimo secolo ed il quadro del 1520 che assomigliava molto dell’altarolo in legno (che probabilmente durante i trasporti ad Erice prendeva il posto del quadro dopo che “scomparve la tavola del 1541 poi diventata porta), ma con qualche differenza: nell’immagine trapanese il bambino si trova a sinistra e non a destra e tiene un globo (in quello ericino delle spighe”), un’iconografia più orientata ai viaggi marittimi nel mondo in una città da sempre legata al mare. E dove i trapanesi d’un tempo invocavano la Madonna della pioggia contro folgori e tuoni.
Categoria: Album fotografico
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Riti e processioni: Sbarco Madonna di Custonaci 2026
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DATTILO CANNOLO FEST (Paceco – TP) – Peralta Production – giorno 5 luglio 2026
5^ edizione del «DATTILO CANNOLO FEST» 2026 – organizzata dalla «PERALTA PRODUCTION» il 3-4-5- Luglio 2026.
Il terzo giorno, come da programma, nell’area cooking si è svolto il concorso “Il Cannolo delle Pro Loco” diverse sono state le pro Loco che hanno partecipato presentato il cannolo tipico del loro territorio (ha presentato Jana Cardinale). A seguire una Masterclass guidata da Ignazio Perez, miglior sommelier 2026 del Marsala. La presentazione del libro “CIURIDDA” di Giankarim De Caro, ed infine uno Show Cooking di Peppe Giuffrè e Ita Galfano.
Nell’area spettacoli si è esibito il gruppo folklorico “I Burgisi di Marsala”. Uno spettacolo musicale dal titolo “Tanto pe’ sogna’” di Rosaria Bonfiglio con Gioele Corso, Piero Corso, Salvo Graziano e Rosaria Bonfiglio. A seguire è stato presentato il “6° “Premio 91027 – Eccellenze della Città di Paceco” presentato da Ninny Bornice. Ed infine per il Cabaret: grande spettacolo con MATRANGA e MINAFO’.Immagini collegate:
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DATTILO CANNOLO FEST (Paceco – TP) – Peralta Production – giorno 4 luglio 2026
5^ edizione del «DATTILO CANNOLO FEST» 2026 – organizzata dalla «PERALTA PRODUCTION» il 3-4-5- Luglio 2026.
Il secondo giorno, come da programma, Claudia Parrinello ha moderato il Talk show: “Dalla Terra al Vocabolario. La busiata, i grani antichi e la sfida della Dieta Mediterranea nell’agricoltura di oggi”, nell’area cooking è stata la volta di Salvo Terruso “Il Pastaio matto”
Nell’area spettacoli si è esibito il gruppo folklorico “Val di Mazara”. Il concerto dei «Blue Monkeys», il concorso canoro per giovani talenti “Lasciatemi Cantare” con la direzione artistica di Peppe Aleci con la presentazione di Ninny Bornice, lo spettacolo di Mentalismo con Marco Bellantuono, e per il Cabaret: grande spettacolo con TOTI & TOTINO.Immagini collegate:
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DATTILO CANNOLO FEST (Paceco – TP) – Peralta Production – giorno 3 luglio 2026
5^ edizione del «DATTILO CANNOLO FEST» 2026 – organizzata dalla «PERALTA PRODUCTION» il 3-4-5- Luglio 2026.
Il primo giorno, come da programma, Jana Cardinale con tanti ospiti ha moderato il Talk show: “Tavolo Sicilia – Sinergie Istituzionali per la Valorizzazione Locale”, nell’area cooking Antonella Cataldo ha presentato il suo libro sul padre Gioacchino Rais della tonnara di Favignana e Peppe Giuffrè con il giovane Denis Sarzana ha preparato un piatto con Tonno e Busiate
Nell’area spettacoli si è esibito il gruppo folklorico “Marsala Antica” e per il Cabaret: Salvo La Rosa con Massimo Spada.Immagini collegate:
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Napola (Erice – TP) Donare Rende Felici – concerto gruppo ALTURA – 2026
Seconda edizione della manifestazione di beneficenza organizzata dall’associazione «Donare Rende Felici… anche d’estate». L’evento ha registrato un pubblico ben sopra le aspettative. Il giorno 12 Luglio 2026 per la chiusura della manifestazione si sono esibiti con un concerto il gruppo musicale degli «ALTURA», seguiti dall’energia dei The Legend» (DJ e performance artistica con musica anni ’80 ’90 2000)
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Bruca (TP) – Segesta Horse Cup – Fitetrec-Ante – (promoter: Nino Culcasi)
Come quasi ogni anno il caro amico Nino Culcasi organizza in evento equestre. Quest’anno due giorni dedicati ai cavalli sono stati realizzati a Bruca località italiana frazione del comune di Buseto Palizzolo (TP).
L’evento, legato alla Fitetrec-Ante (Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec) dal “titolo” «Segesta Horse Cup» nella sua prima edizione si è svolta con grande successo il 27 e 28 giugno presso il Centro Ippico Pietra dei Fiori, ospitando le finali regionali e prove di monta western e tradizionale.
Nel primo giorno dell’evento è stato organizzato un percorso per i cavalieri.Immagini collegate:
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Castellammare del Golfo – Concerto 2026 – Istituto Comprensivo Pascoli-Pirandello
Ogni anno al termine del ciclo scolastico, gli Istituti con l’indirizzo musicale organizzano un concerto per dar modo ai ragazzi di mettere in evidenza la loro crescita musicale. Quest’anno mi sono recato a Castellammare del Golfo, e ho avuto modo si ascoltare il concerto organizzato dall’Istituto Comprensivo Pascoli-Pirandello, del quale un mio nipote ne fa parte quale insegnante.
Corre l’obbligo nominare coloro che hanno dato vita al concerto oltre naturalmente tutti i ragazzi che hanno suonato. Iniziamo dai docenti di musica: Gioele Corso – Chitarra, Erika Greco – Clarinetto (che è pure referente dell’indirizzo musicale), Francesco Di Maio – Pianoforte, Vita Nastasi – Violino. La serata è stata presentata da Alessandra Mansella, da Leo Abita (ex alunno della scuola), la voce solista è stata quella di Oriana Alessandra. Alla fine del concerto sono intervenuti il Dirigente dell’Istituto Salvatore Tinnirello e il sindaco di Castellammare del Golfo Giuseppe Fausto. Notevole è stata la presenza del pubblico cha ha gradito con lunghi applausi i brani eseguiti. L’evento si è tenuto all’interno della piazzetta del Castello dinanzi l’ingresso.Immagini collegate:
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Custonhenge -I Sentieri di Gu – Dicembre 2022 – Memmo Gambina

Dal post di Memmo Gambina inserito su FB in data 19/09/2025
“Custonhenge”
Luoghi di assoluto fascino, scolpiti dal tempo e lontani (per alcuni davvero remoti, inarrivabili) dal disordine in cui ci siamo abituati a sopravvivere e proiettare le nostre frequenze più basse.
Ma la vera fonte di vita è lì, nelle viscere delle nostre montagne che senza alcun orologio, nessun ticchettio, scandiscono il tempo e lo custodiscono nei giganti che vivono in esso, veri e propri guardiani di pietra.
È la natura in simbiosi con l’uomo che non c’é più, quello che offriva ad essa il massimo rispetto, celebrandola nella sua luce divina.
Lo stesso uomo che oggi rinnega le proprie origini, celate in uno spessore intoccabile di saccenteria e scetticismo.
Mancano dieci giorni al solstizio invernale, giorno in cui il sole si ferma ad osservare il creato, da quel momento inizia il risveglio della natura, lento, lentissimo, ogni giorno che passa equivale ad un respiro profondo, la rinascita, la consapevolezza di tornare alla vera essenza di questa vita.
Così è per la natura, così è per l’uomo che affida ad essa la sua vera esistenza profonda, divina.
Questo incanto si trova a due passi da casa nostra, ma per poterlo ammirare occorre sacrificio, speranza e soprattutto rispetto, non è un drive in, un cinema all’aperto, ma un luogo di meditazione, di silenzio.
A volte il sole vola più in alto delle nubi che coprono il palcoscenico, così lo spettacolo non va in scena, a volte punti la sveglia e ti alzi di notte, facendo km di auto per arrivare in tempo, muovendoti al buio tra le rocce appuntite che nascondono e proteggono il grande guardiano dei monti, ma poi … nulla accade, devi tornartene a casa deluso, perché un soffio autorevole sulle nuvole (soprattutto in inverno) copre il sole, impedendo al grande sovrano di manifestarsi.
A volte però, accade anche il miracolo, il dono più grande che potresti ricevere … e credetemi, è quello per la quale vale sempre la pena insistere, perché tu sei lì, ci hai creduto, aspetti e aspetti, fino a quando … come in un incantesimo, arriva lei, questa incandescente luce che pizzica gli occhi, donandoti ciò che non puoi nemmeno immaginare pochi istanti prima, ma che all’improvviso è lì con te, raggiante, intensa, folgorante, semplicemente TUA!Immagini collegate:
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Calatafimi 2026 – Festa del SS. Crocifisso
Dopo ben 14 anni Calatafimi festeggia il SS. CROCIFISSO. Una Città tutta mobilitata per la grande festa, quella che è definita la più antica e bella d’Italia. Le foto che vi propongo si riferiscono al primo giorno della festa, dove i buoi fanno da padroni tirando i carri da dove vengono distribuiti doni ai visitatori ed alla cittadinanza. Tante le attrazioni, come mostre di Ceti, cavalli e cavalieri, carretti, strade addobbate con luminarie, vicoli in mostra, canti folklorici, mimi per le strade, musica in piazza, tappeti di fiori, pani a forma di ruote dentate (Cucciddati). Tanto ho visto e vi assicuro che tanto ancora c’è da vedere.
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Calatafimi 2026 – Festa del SS. Crocifisso – le foto di Daniele Giurintano

Dopo ben 14 anni Calatafimi festeggia il SS. CROCIFISSO. Una Città tutta mobilitata per la grande festa, quella che è definita la più antica e bella d’Italia. Le foto che vi propongo, realizzate da Daniele Giurintano, il quale ringrazio per la sua disponibilità, esprimono il grande entusiasmo che si vive. Tante le attrazioni, come mostre di Ceti, buoi, cavalli e cavalieri, carretti, strade addobbate con luminarie, vicoli in mostra, canti folklorici, mimi per le strade, musica in piazza, tappeti di fiori, pani a forma di ruote dentate. Tanto ho visto e vi assicuro che tanto ancora c’è da vedere.
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Calatafimi 2026 – Festa del Corpus Domini (Corteo delle Maestranze) – le foto di Daniele Giurintano

In questa galleria fotografica sono presenti le foto inerenti la festa del Corpus Domini, svolta a Calatafimi. Le foto che vi propongo, sono state realizzate da Daniele Giurintano, il quale ringrazio per la disponibilità.
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