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Calatafimi-Segesta – Processione dell’Immacolatella 2012

 

Una una processione molto particolare quella che si svolge il giorno 8 dicembre a Calatafimi-Segesta. Questa processione usciva dalla chiesa di San Silvestro Papa alle ore 4 e 30 del mattino e durava circa un paio di ore concludendosi con la Santa Messa. La mia curiosità e la voglia di potervi portare in quel luogo è stata tale che ho deciso di andare per il secondo anno consecutivo.



Giunto a destinazione, con gli amici del gruppo “SCATTO” dell’Associazione I Colori della Vita con a capo il caro amico Arturo Safina, puntualmente la piazza antistante la Chiesa si riempie di devoti che con i singolari fasci di “ddisa”, ossia una specie di piccole canne raggruppate in fasce lunghe circa due metri, avrebbero formato la moltitudine di fedeli che avrebbero formato la processione. Vi propongo quindi la visualizzazione delle foto di questa singolare processione.

 

Dalla nota inviatami da Carlo Cataldo ed Erina Baldassano:
La festa dell’Immacolata, a Calatafimi Segesta, entra nel vivo il 7 dicembre sera, quando gruppi di famiglie e di amici si riuniscono in campagna per preparare la tavulidda e gozzovigliare per buona parte della notte.
Cibo preferito: gli arrosti.
Verso le 3,30 tutti confluiscono nei pressi della chjesa di S. Michele, da dove, alle 4,30, esce in processione una ‘Mmaculatedda, ossia una statua di dimensioni ridotte dell’Immacolata, preceduta da due file di devoti con fiaccole di ddisa (steli di ampelodesmo). Don Fabio Pizzitola spiega la consuetudine della tavulidda come momento conclusivo del digiuno della vigilia, promesso per voto dell’ 8 dicembre 1676 (Comunità, gennaio 2009, p.2). Ma forse essa è anche espressione spensierata e gioiosa di una festa notturna (si pensi al festino di S. Rosalia, a Palermo).
Il piccolo simulacro mariano, accompagnato da fedeli urlanti lodi, intercalate dal “Viva Maria!”, gira per tutto il paese, rientrando in chiesa verso le 7, per la prima messa.
Una simile processione si svolge anche altrove (per es., nel Palermitano, a Ciminna e a Sciara). Vi si riscontrano analogie, come l’ora mattutina, la statua piccola e le smodatezze enogastronomiche.

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