Dalla nota di Irene Marusso: A proposito di “Azule]o” di Celeste Giaramidaro scarna, essenziale, e con ciò non vorrei dire priva di fascino. di immagini, perché di immagini è tutta permeata la poesia di Celeste Giaramidaro. Eliminato il discorsivo e la punteggiatura (quest’ultima forse troppo sacrificata) ridotti al minimo gli articoli, resta il nucleo poetico affidato a una quantità di sensazioni che si sovrappongono le une alle altre, che tengono agganciato il lettore ad una vera economia di linguaggio. Ringrazio Alberto Barbata per avermi donato il libro. Leggi il libro.
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