Tag: Turi Toscano

  • Trapani: Spazio Onirico – Concerto «animeincanto» “MMERNU” testo di Turi Toscano

    All’interno del locale “dichiarato” «SpazioOnirico AnpèdeChapò», a Trapani il 21 Dicembre 2014, il gruppo «animeincanto» composto da Simona Guaiana – soprano, Rosalia Catalano – flauto e Vincenzo Toscano – violoncello, ci hanno deliziato con delle armonie meravigliose, alcune delle quali vi propongo in questo e in successivi articoli. «MMERNU» testo di Turi Toscano. I video sono stati realizzati da Rosalba Santoro.


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  • Libri: ORA CHI SI FA SIRA di Turi Toscano

    La copertina del libro

     

    Dalla presentazione di Nino Di Vita:   E Turi Toscano, cosi come avevo intuito chiudendo la nota introduttiva a «Vuci di salinaru», ha continuato a scrivere. Versi che, pur rimanendo fedeli ai temi precedentemente trattati (la famiglia, la natura, la fede), hanno rafforzato il loro tono espressivo: liricizzano meglio l’oggetto che vogliono rappresentare, scendendo in particolari, di contenuto e di forma, sempre piu precisi. …  Ringrazio Piero Romito per avermi prestato il libro.

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  • CHIDDI D’ ‘A ”NICCHIA” – di Giuseppe Ingardia – 6


    Uva dei nostri vigneti

    Uva dei vigneti COSTA

    CHIDDI D’ ‘A ”NICCHIA”

    pagina espressione della “Song Poetica Siciliana”,
    curata da Giuseppe Ingardia

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  • CHIDDI D’ ‘A ”NICCHIA” – di Giuseppe Ingardia – 4


    Madonna di Trapani

    Maggio mese dedicato alla Madonna

    CHIDDI D’ ‘A ”NICCHIA”

    pagina espressione della “Song Poetica Siciliana”,
    curata da Giuseppe Ingardia

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  • Libri: La sorti du pueta di Turi Toscano

    Visualizza la copertina
    La sorti du pueta
    TURI TOSCANO

    Nasce a Trapani il 18 gennaio 1933;
    e quì risiede, in contrada Pietretagliate.
    Tecnico della lavorazione del sale, svolge il suo lavoro nella salina Ettore, a Marsala.
    Ha pubblicato:
    nel 1982 “Vuci di salinaru”;
    nel 1985 “Ora chi si fa sira”;
    poesie in lingua siciliana

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    la presentazione di Salvatore Di Marco

    Il poeta trapanese Turi Toscano ha la mia stessa età, ma tutta l’aria di sale che egli ha respirato nella sua lunga esperienza di “salinaro”, il sole forte dell’estate allo Stagnone e il vento del mare, maestrale o scirocco, hanno scritto sulla pelle scura del suo volto le loro leggende dandogli così una espressività intensa che è quella dei figli della terra di Sicilia.
    Egli è un re e il suo regno è la salina, la salina Ettore dove spiccano antichissimi mulini a vento, e dalla quale si guarda vicinissima l’isola di Mozia.
    Un regno incantato, questo delle saline nel marsalese, che compensa con la sua pace d’un bianco illimitato e con gli azzurri silenzi del mare, le fatiche dure dell’uomo che lavora il sale.
    Uno di quei regni sconosciuti ai più, inesplorati e fascinosi, oggi dimenticati da un’economia sempre più informatizzata, vocata alle raffinatezze della tecnologia, ma sempre meno umana, e perciò distante dalla cultura, dalla civiltà che l’uomo costruisce con le proprie mani.
    Ed egli, Turi Toscano, tenace lavoratore del sale e poeta vivo, lì tra cielo e mare, a fare bianco, immacolato il sale.
    E canta come lo può fare un vero poeta del popolo, che del popolo è figlio autentico e voce fedele.
    Turi Toscano è un poeta che scrive i suoi versi nella lingua antica di Sicilia, o meglio in quel “ramo” linguistico che ha messo radici e sementi nella terra del trapanese e nella sua cultura millenana.
    Salvatore Di Marco

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